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La scuola di Mileto


La denominazione “scuola di Mileto” identifica un gruppo di filosofi presocratici attivi nella città di Mileto, regione greca della Ionia (oggi Asia minore) tra il VII e il VI secolo a.C. Della scuola di Mileto fanno parte proprio i primi filosofi greci che conosciamo, tra cui Talete, Anassimandro e Anassimene: essi hanno compiuto una vera e propria rivoluzione culturale formulando il concetto di physis, cioè di natura in senso filosofico.
È proprio dal termine physis che è derivato l’altro nome con cui ci si riferisce a questo gruppo di filosofi, cioè fisiologi.
La grande sfida che dovettero affrontare i primi filosofi fu quella di “sganciarsi” dalla tradizione mitologica dell’antica Grecia e articolare discorsi prettamente improntati sulla logica. Per questo motivo venne concepita l’idea di arché, cioè di “causa prima” di tutte le altre cose. Per la prima volta l’arché non venne identificata negli dei, nei loro capricci o nei loro desideri, ma nella physis, cioè nella natura, dando inizio a un’analisi dei fenomeni visibili (delon) e delle loro leggi interne.
La stessa natura non è fissa e immutabile: è in continuo movimento ed evoluzione, e infatti il termine physis deriva da phuo, “generare” ma anche “venire alla luce”; si tratta di un fenomeno che, mentre si manifesta, muta e alimenta sé stesso. L’aspetto fondamentale, però, è che questa evoluzione non avviene a causa di un’influenza esterna, ma è spontanea, determinata da sé stessa; l’arché, la causa prima, non può dunque essere esterna (non sono cioè gli dei), ma è interna, e include tutto, in un ciclo sempiterno e inesauribile.

sofisti e presofisti nella filosofia greca

I pensieri di Talete, Anassimandro e Anassimene


I tre filosofi si distinsero per le loro teorie relative a quale fosse l’arché.
Secondo Talete, l’arché è l’acqua: l’acqua è la base del mondo su cui galleggia la terra, è la fonte primaria di vita, tutte le cose, quando nascono, sono umide, come i semi.
Secondo Anassimandro, invece, non ci può essere un singolo elemento (terra, aria, acqua o fuoco) come causa prima, perché altrimenti verrebbe a mancare l’equilibrio che caratterizza l’arché e di conseguenza il mondo. L’arché deve quindi essere qualcosa che trascende i quattro elementi ed è al di sopra di essi, in maniera infinita e indefinita: è quello che Anassimandro chiama apeiron. Nel principio dell’apeiron i contrari vivono in armonia; quando si separano da esso, l’armonia si rompe, e i contrari sono destinati poi a espiare la mancanza di armonia fino alla propria morte, in seguito alla quale ritornano nell’apeiron, in un ciclo eterno e necessario. Il mondo si sarebbe creato proprio dalla separazione degli elementi nel movimento vorticoso dell’infinito originario; il mondo, essendo frutto di una separazione dall’apeiron, è destinato a sua volta a morire e ritornare al principio originario.
Per Anassimene, invece, la causa prima è l’aria, perché in essa è sospesa la terra, è fondamentale per la vita e rappresenta il respiro. Il respiro stesso, il pneuma, è il principio che da vita al mondo; inoltre, l’aria può cambiare stato, rarificandosi o condensandosi, e nel suo continuo movimento da origine a tutte le cose che, una volta morte, torneranno a essere aria.

A cura di Suzy90.

per approfondimenti vedi anche:
Talete
Anassimandro
Anassimene
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