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La scienza del linguaggio


Vi è, nei Sofisti, il riconoscimento del pluralismo culturale e linguistico che caratterizza la società umana e l’affermarsi dell’idea che le lingue siano frutto di convenzione umana, siano cioè artificiali e non naturali. Tale posizione, che si accompagna al primato della téchne della parola, favorisce la fondazione di una nuova disciplina, la linguistica, come analisi e teoria del linguaggio. Se la parola è mezzo essenziale di comunicazione sociale e di governo, essa va insegnata in modo corretto: l’orthoépeia, la correttezza del discorso, costituisce appunto un oggetto fondamentale di studio per i Sofisti. Uno studio, questo, che permette di affrontare, nello stesso tempo, le questioni teoriche e quelle attinenti alla vera e propria struttura grammaticale della lingua greca. Protagora, ad esempio, impartisce un insegnamento grammaticale attraverso la lettura e l’interpretazione dei poeti, riflettendo sulle loro espressioni, cogliendo la frequente ambiguità dei termini adottati, costruendo ragionamenti pro e contro determinate versioni sul significato delle parole. Nasce così la classificazione dei diversi tempi dei verbi e dei diversi generi dei nomi, in quanto con la padronanza delle regole del discorso è possibile migliorare l’efficacia comunicativa di questo.


Logoi

è con i Sofisti, educatori e maestri di persuasione, che i discorsi (Iogoi) e il linguaggio divengono oggetto specifico di studio e riflessione. Grazie alla loro opera, il linguaggio viene reso autonomo dalla realtà e dal pensiero, superando la confusione — fra quei tre piani — che aveva caratterizzato il pensiero arcaico. Si afferma, con loro, un nuovo ed autonomo campo di riflessione, che si occupa della struttura e della teoria del linguaggio e con l’analisi della struttura del discorso, si comincia ad affermare anche una nuova consapevolezza logica, che troverà una compiuta espressione con Socrate, Platone e Aristotele, I Sofisti si concentrano soprattutto sullo studio della retorica, cioè dell’arte di generare persuasione mediante discorsi. Tale tipo di studio si tradurrà infine nell’eristica (da eristiké téchne, arte del disputare), cioè nell’arte di combattere mediante discorsi, per far prevalere le proprie ragioni, anche se errate, utilizzando le più sottili tecniche di uso delle parole.
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