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Lo scetticismo


Lo scetticismo non è una scuola filosofica, bensì l’indirizzo seguito nell’età ellenistico-romana da tre scuole diverse, fra cui la scuola di Pirrone di Elide, vissuto al tempo di Alessandro Magno.
Secondo Pirrone, le cose sono vere o false, belle o brutte, buone o cattive non per natura, ma per convenzione. Questo significa che sono le abitudini degli uomini, i loro costumi, le loro decisioni a renderle tali. Prescindendo da tali convenzioni, non è possibile nessuna valutazione. Quindi, se si guarda alla verità e non alla convenzione non si può affermare che una cosa sia vera o falsa, buona o cattiva. Pertanto, ogni giudizio valutativo deve essere sospeso. La sospensione del giudizio rende l’uomo indifferente perché gli impedisce di esprimere una preferenza per l’una o l’altra idea. In questo modo, l’uomo raggiunge l’atarassia, o impassibilità che è l’obiettivo ultimo di tutti i filosofi del periodo ellenistico.
La scuola di Pirrone fu sostituita dall’Accademia platonica. Essa affermava che l’uomo non può sapere nulla e non può affermare nulla neppure che egli è ignorante. Inoltre ad ogni tesi ne possiamo opporre una opposta senza che ci sia data la possibilità di decidere per una delle due.
Il pensiero degli scettici fu ripreso e continuato da Carneade. Egli riteneva che l’uomo non si deve fermare alla sospensione del giudizio. E’ vero che l’uomo non può dare un criterio di credibilità, tuttavia per giungere a tale criterio, fondamentale per la conoscenza ed il giudizio, ci dobbiamo lasciar guidare dalle rappresentazioni probabili o persuasive. Se una certa rappresentazione non è contraddetta da altre, essa acquista un grado di maggiore credibilità e se è confermata, il suo grado di probabilità è maggiore senza che, tuttavia, si possa arrivare all’assoluta certezza.
Tutti gli argomenti dello scetticismo furono raccolti da Sesto Empirico, tra il 180 e il 210 d.C. Egli era un sostenitore del metodo empirico e voleva la filosofia si limitasse alla pura ricerca, cioè al dubbio. Per quanto riguarda le azioni,. L’uomo avrebbe dovuto avvalersi solo delle indicazioni che gli fornisce la natura. La filosofia ha quindi solo una funzione negativa: quella di mettere in luce le contraddizioni che si nascondono nelle conoscenze che l’uomo pretende di avere.
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