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Lo scetticismo - Origini e caratteristiche

Lo scettiscismo fu la terza grande corrente filosofica nata dalle ceneri della filosofia di Aristotele. Differiva notevolmente dalle altre scuole post-aristoteliche, mentre aveva evidenti segni di continuazione con Aristotele.
Lo scetticismo un orientamento filosofico e non una vera e propria scuola, a differenza di epicureismo e stoicismo. Il termine “scetticismo” deriva da una parola greca che significa “ricerca”. Si contraddistinse dal rifiuto di un criterio di verità assoluto, un elemento che contrasta sia con Aristotele che con la scuola epicurea. Lo scetticismo esalta l’importanza del continuo mettersi in gioco e di compiere ricerche, per rinnovare, per rinforzare, per verificare le proprie credenze in ambito della realtà. L’atteggiamento giusto è fare epokè, cioè sospendere il giudizio. Alcuni scettici estremi tuttavia interpretarono l’epokè come l’invito a non proferire mai parola. Lo scetticismo si suddivise perciò in due parti, in due differenti correnti di pensiero: lo scetticismo estremo detto pirroniano (derivato da Pirrone, il più grande esponente) e lo scetticismo moderato, quello che non si imponeva il rifiuto totale all'espressione orale dei propri pensier, ma solo la sua astensione. Gli scettici vennero controbattuti in due modi. In primo luogo, dicendo che tutto era falso, gli stoici usavano un criterio di verità e quindi si contraddicevano subito nel loro punto di partenza per la dottrina filosofica. In secondo luogo, una certezza assoluta esisteva: gli uomini esistono. Un filosofo scettico fu Carneade, citato anche nei Promessi Sposi da Manzoni.

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