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Lo scetticismo: Pirrone, Arcesilao, Carneade e Sesto Empirico

Lo scetticismo è rappresentato da Pirrone,Arcesilao,Carneade e Sesto Empirico.
Pirrone è il fondatore della scuola, condivide con epicurei e stoici l’idea che la filosofia debba ricercare i modi per affrontare i problemi dell’esistenza al fine di raggiungere la felicità che si identifica con la atarassia ( imperturbabilità ); non condivide il carattere dogmatico e dottrinario delle “filosofie della felicità”, inoltre ritiene che sia impossibile qualsiasi conoscenza oggettiva della realtà e pertanto occorre dubitare delle certezze e disporsi nell’atteggiamento di Epochè ( sospensione del giudizio ) che conduce il saggio alla afasia (liberazione dal linguaggio ) e quindi alla atarassia. Pirrone ritiene anche che ogni dottrina filosofica sia insostenibile e fallace.
Arcesilao afferma che la conoscenza del mondo consiste soltanto in opinioni probabili.

Carneade attenua lo scetticismo radicale di Pirrone e indica un criterio empirico per guidare i comportamenti ossia dare l’assenso al ragionamento che soggettivamente appare più persuasivo.
Sesto Empirico sostiene che il saggio debba fare epoche sulla verità oggettiva e basarsi unicamente sulle rappresentazioni fenomeniche delle cose e comportarsi sulla base di determinati criteri pratici.

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