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LA FILOSOFIA PLATONICA

La filosofia platonica si fonda sulla contrapposizione tra Ideali/valori (la sola ritenuta vera) e realtà dei fatti tangibili (considerata illusoria) a causa di un trauma:la morte di Socrate.
Platone voleva far parte della politica ma subisce varie delusioni (es: dal governo dei trenta tiranni) fino a quella definitiva (la condanna e la morte di Socrate) che lo fece perdere fiducia nel mondo politico e capire la corruzione di quest’ambiente.
Platone riflette sul concetto della giustizia e dice che la “giustizia” funziona male perché il giusto è condannato e l’ingiusto si salva. Per risolvere il problema della giustizia (e cioè non ciò che è giusto per noi,ma ciò che è giusto in Assoluto), bisogna capire cos’è la conoscenza e questo avviene attraverso Socrate (<<la virtù è la scienza del bene>> e che <<nessuno fa il male sapendo che è male,ma per ignoranza>>):infatti la dottrina delle idee platonica si basa sugli insegnamenti del maestro.

Socrate affidò il suo insegnamento al discorso parlato,invece Platone scrive 36 dialoghi. I dialoghi platonici hanno due matrici storiche:i Sofisti (arte del discorso e tecnica della persuasione) e Socrate. Ciò che caratterizza il dialogo Platonico è il tentativo di introdurre particolari procedure logiche con le quali esso si trasforma da dibattito di opinioni a scienza,ovvero sapere valido per tutti (episteme).
Tre di queste procedure sono: la confutazione,la ricerca della definizione e l’omologhia (cioè il consenso sulla verità assoluta come risultato del dibattito.
La confutazione è lo strumento con cui Socrate demolisce le false opinioni dei suoi interlocutori con una serie di domande che pone al suo interlocutore che inducono a risposte che saranno contrastanti con la sua tesi iniziale.
La ricerca della definizione per Platone consiste nel ricercare l’elemento comune a una molteplicità di cose (l’identico che permette di racchiudere tutto sotto un unico concetto). Per Platone esso coincide con l’essenza(ousia)/l’idea(eidos) della cosa stessa e quindi la ragione la può cogliere al di là della sua apparenza sensibile.
L’omologhia,infine, è il momento del dialogo che sancisce gli accordi tra i partecipanti e la convergenza alla verità assoluta.
Platone per parlare dei punti più oscuri e difficili della sua filosofia utilizza il mito (di origine orfica o di sua invenzione). Il mito è un espediente narrativo che facilita la comprensione di contenuti difficili e nello stesso tempo esprime la bellezza del discorso filosofico non solo in forma concettuale ma anche come simbolo e figura.

Platone può essere considerato il fondatore della scrittura filosofica. Nel Fedro egli afferma che per giungere alla conoscenza gli uomini non si devono basare solo sui concetti scritti ma devono cercare la verità all’interno di sé stessi. La scrittura non promuove apprendimento e sapienza,egli afferma,infatti,che il discorso scritto è RIGIDO non può contraddire,rispondere a domande(…) e questa rappresenta una Contraddizione. Individua anche i discorsi <<dell’anima>> di natura diversa,nati e sviluppati dal dialogo.
OPERE:Di Platone possediamo l’intero corpus delle opere: 36 Dialoghi tra cui 13 23 lettere suddivisi in gruppi di quattro. In base alla datazione possiamo distinguerli in 3 gruppi di opere:
• Dialoghi giovanili: anteriori al ritorno di Platone ad Atene. Dialoghi socratici in cui Platone non ha ancora maturato le sue teorie. Il primo scritto è l’Apologia,l’autodifesa di Socrate pronunciata al processo.
• Dialoghi della maturità:posteriore al ritorno ad Atene e alla fondazione dell’Accademia. Platone ha ormai formulato la propria dottrina:la teoria delle idee. Apre la serie il Menesseno,un manifesto filosofico dove Platone prende posizione contro i maestri di retorica.
• Dialoghi della tarda maturità e della vecchiaia:periodo del ritorno definitivo ad Atene.Contiene e tarde dottrine di Platone sulla dialettica.

Sviluppando la ricerca intorno all’<<idea delle cose>>unica e universale ,Platone confuta il detto di Protagora “l’uomo è misura di tutto”(le cose appaiono diverse da soggetto a soggetto). La sensazione non è in grado di darci l’essere delle cose ma solo l’apparenza mutevole. Perciò Platone giunge alla conclusione tra la distinzione delle opinioni (doxa) della sofistica e la conoscenza universale (episteme). L’errore consiste nel basare la conoscenza sulle sensazioni.

CONOSCENZA COME REMINESCENZA(anamnesis): Platone si chiede: noi conosciamo le cose con i “sensi” o con “l’anima”? Se si vuole conoscere la natura delle cose, dobbiamo guardare nella nostra anima con il logos per ritrovare l’aspetto dimenticato delle cose. E’ la teoria della reminiscenza presente nel Menone,in cui uno schiavo,privo di conoscenze matematiche,riesce a dimostrare il teorema di Pitagora con l’aiuto di Socrate.Da ciò si ricava che Conoscere è Ricordare,richiamando alla tradizione orfica della metempsicosi: l’anima ha delle predisposizioni innate al conoscere che a contatto con l’esperienza,risvegliano il sapere latente e ci fanno rammentare la verità.
Si giunge così alla teoria della conoscenza esposta nella Repubblica:


PLATONE IDEA DELLE COSE:le idee sono enti intellegibili che l’anima conosce abbandonando le apparenze sensibili. Per capire la teoria delle idee dobbiamo pensare al loro aspetto gnoseologico (teoria della conoscenza) e ontologico (studio dell’essere in quanto tale) analizzando il mito della caverna.
MITO DELLA CAVERNA:la caverna è immagine del corpo che imprigiona l’anima impedendole di accedere al “vero”mondo (quello delle idee). La situazione dello schivo in caverna è quella dell’uomo che è immerso nella doxa (conoscenza sensibile),ignora l’idea delle cose perché ne percepisce solo l’apparenza.
lo schiavo che si libera e fugge rappresenta l’anima che si libera dal vincolo corporeo attraverso la conoscenza. Le cose del mondo esterno rappresentano le idee mentre gli oggetti della caverna le loro copie. Il sole,infine,è il simbolo dell’idea del bene,l’idea suprema che per Platone ogni conoscenza ha significato in ordine al raggiungimento del bene.

ASCESA DELL’ANIMA ALL’IPERURANIO:lo stesso aspetto ontologico si mostra nella favola del Fedro,dove il mondo delle idee è situato al si sopra del cielo,nell’iperuranio. L’anima vi accede attraverso la conoscenza che la eleva al di sopra del corpo (facendola partecipare alla vita degli dei). Un tempo l’anima era dotata di ali,volava e aveva una visione diretta delle idee. Un giorno ha perduto la capacità di volare ed è stata imprigionata nel corpo,dal quale può conoscere solo attraverso i sensi la copia imperfetta delle idee intellegibili. Tuttavia tramite la conoscenza essa recupera in parte la capacità di volare. Così scopre la verità delle cose.
Mediante queste immagini poetiche Platone vuole alludere al rapporto che lega idee e cose. Esiste un dualismo fra realtà sensibile (mondo del divenire) e realtà intellegibile (mondo dell’essere/delle idee). Aristotele a questo proposito parlerà di Chorismos,frattura /separazione di luogo.
La realtà sensibile è copia della realtà intellegibile e la rispecchia.
Questo gradualismo ontologico trova la sua espressione nella teoria dell’eros del Simposio,dove il conoscere è definito una sorta di eros intellegibile. Nel Simposio Socrate è rappresentato nell’attimo di riferire il discorso fattogli da Diotima sull’amore (eros). Socrate definisce l’amore (eros) come un demone intermediario tra il mondo mortale e quello degli dei. Figlio di Poros (ingegno) e di Penia(povertà),Eros è astuto come il padre e ambisce a complotti contro le cose belle e buone ed è affamato come la madre che lo conduce alla continua ricerca. Eros quindi è la personificazione dell’anima del filosofo cha ama ciò di cui manca:la sapienza. Ogni amore è sempre sentimento del Bello:desiderio di creare qualcosa a contatto dalla bellezza. Compito della filosofia è trasformare questo sentimento in conoscenza,al fine si far “generare” non i corpi ma le anime.
DUALISMO ANIMA E CORPO: l’uomo come sintesi di elementi eterogenei, unione di anima (psyche) e corpo(soma). Anima(elemento ideale,eterno dell’essere),corpo(elemento sensibile e terrestre). Al dualismo ontologico fra realtà sensibile e intellegibile sembra corrispondere un dualismo antropologico tra corpo e anima. Nel Fedone,il dialogo dove Socrate intrattiene i suoi discepoli sul problema dell’immortalità dell’anima,Platone,rifacendosi all’orfismo e alla sua nozione di trasmigrazione delle anime(metempsicosi) cerca di dare TRE PROVE DELL’IMMORTALITA’ DELL’ANIMA:
I)la teoria dei contrari,secondo la quale tutte le cose si generano dal loro contrario. Vivo e morto sono due contrari,quindi dal vivo si genera il morto e viceversa. Da qui nasce la teoria della metempsicosi orfica. Completa la prova l’argomento della reminiscenza (trattato nel Menone).
II)somiglianza dell’anima con l’essere eterno corporeo in contrasto con la natura sensitiva del corpo destinata a scomporsi. Ciò che è composto (mondo sensibile) è destinato a corrompersi dopo la separazione degli elementi che lo costituiscono,invece,ciò che è semplice non subisce dissoluzione ma resta eternamente uguale a sé stesso (le idee).
III)la teoria delle idee e spiegazione del rapporto tra idee e cose come partecipazione. L’anima da vita al corpo ed è “idea di vita”. “L’idea di vita” è l’opposto di morte,non è possibile che ciò che è idea di vita possa morire;l’anima è immortale.

CORPO,CARCERE DELL’ANIMA: L’anima è principio di vita per sé stessa e per il corpo (che senza di essa sarebbe inanimato),l’anima è il soggetto della conoscenza e conosce veramente quando,dopo la morte,è libera dai vincoli del corpo. Il corpo è sorgente d’illusione e d’errore, a causa dei sensi. Il corpo (soma) è come la tomba (sema) o il carcere in cui l’anima è stata rinchiusa per espiare una colpa. Perciò l’anima deve,tramite la conoscenza,purificarsi dal corpo e aspirare,dopo la morte,a separarsi definitivamente da esso per unirsi alla divinità.

LE TRE PARTI DELL’ANIMA:CONCUPISCIBILE, RAZIONALE e VOLITIVA: L’anima,in quanto sorgente di vita e di movimento per il corpo,ha la funzione di assicurare la continuità e la perennità del divenire.
L’anima sembra essere una trinità di funzioni:conoscenza,sentimento e volontà. L’anima non si limita a conoscere me è il corpo a desiderarlo;una parte dell’anima irrazionale (o arazionale) aspira a legarsi con gli elementi corporei e a goderne <<senza riflessione>>. È la parte Concupiscibile(epithymetikon) che si oppone e lotta con la parte razionale (loghistikon) che si sforza di dominarla e di indirizzarla verso scopi razionali. Tra il conoscere e il desiderare sta la parte volitiva o irascibile (thymikon) che è neutrale e può allearsi con l’una o con l’altra parte.

MITO DEL FEDRO(AURIGA E CAVALLI ALATI): tripartizione e immortalità dell’anima sono riaffermate nel Fedro. L’anima qui è paragonata ad una Biga guidata da un auriga trainata da due cavalli alati. L’auriga rappresenta la parte razionale,il cavallo bianco la parte irascibile e quello nero la parte concupiscibile. Non solo gli uomini hanno un’anima ma anche gli dei e gli esseri intermedi. Così l’anima diventa fattore cosmico ed elemento mediatore tra i due mondi. L’anima incapace di mantenere il contatto con l’iperuranio cade nel corpo(a causa del prevalere delle tendenze concupiscibili) dove è racchiusa come in una prigione. Ciononostante l’anima mantiene una capacità limitata di volare grazie alla conoscenza.
VIRTU’ E SAPERE:La visione dell’educazione (paideia) per Platone è basata sull’identificazione fra virtù e sapere a sua volta basata su un’altra componente fondamentale del pensiero platonico:l’individuazione dell’anima come nucleo della personalità umana. Platone colloca la virtù esclusivamente nell’anima e considera la paideia dal punto di vista dell’interiorità e quindi come fatto puramente spirituale. Nella Repubblica e nel Fedro,descrive l’anima dell’uomo come un complesso di forze diversamente orientate: la parte razionale,irascibile e concupiscibile. Il problema principale dell’educatore è quello di individuare i metodi per mantenere l’equilibrio tra le diverse parti dell’anima.

SALUTE E ARMONIA DELL’ANIMA:Platone interpetra la condizione umana come ‘’salute’’ e ‘’malattia’’ dell’anima. La bellezza e la salute dell’anima consistono nell’armonia delle forze che la compongono. L’armonia è definibile sia come ordine gerarchico (l’elemento razionale prevale sulle parti istintive dell’anima),sia come equilibrio funzionale,in cui ogni parte svolge il suo compito.
Nella Repubblica,l’anima sana è paragonata alla città ben amministrata in cui tutto funziona a dovere.
DOMINIO SU PIACERI E PASSIONI:L’uomo equilibrato e ordinato nell’anima è definito da Platone come uomo Libero in contrapposizione all’uomo che non sa dominare le sue passioni che è definito Schiavo. Riprende l’idea comune a tutti i greci secondo la quale la paideia, è formazione degli uomini liberi. Libero e schiavo infatti designano una realtà psicologica. Libero è l’uomo che è capace di autoregolarsi e quindi “padrone di sé stesso” e ha la responsabilità della sua vita. Questo è l’ideale di Autodominio che vale universalmente per tutti gli uomini, ma si applica in particolare ai governanti (che hanno un’anima superiore) il cui compito è quello di governare la città.

EROS INTERMEDIARIO TRA ANIMA E CORPO: l’educazione è un’attività che coinvolge tutte le energie razionali e irrazionali del corpo. Con la teoria dell’eros di Platone,l’amore diviene la forza distintiva che anima il processo educativo;gli impulsi della passione e del desiderio sono oggetto della paideia e possono essere utilizzati nella formazione della personalità. Platone valorizza anche la funzione educativa dell’eros omosessuale. Platone presenta l’eros come un demone che fa da intermediario tra gli uomini e gli dei e che colma il divario tra l’esperienza terrena e il mondo delle idee. In questa prospettiva l’incontro amoroso è educativo perché è un’occasione maieutica in cui l’anima viene aiutata a realizzare la propria natura.

PLATONE LA CITTA’ IDEALE,RIFLESSIONE POLITICA: Il legame della filosofia politica con la teoria delle idee emerge nella Repubblica. Platone edifica la sua filosofia come filosofia politica;la natura della giustizia è intesa come la virtù per eccellenza,in quanto virtù politica. Platone,infatti,è fedele agli ideali della polis classica ed è convinto che l’uomo si realizzi come tale non in quanto singolo individuo privato ma in quanto cittadino. Lo stato Platonico non ha nulla a che vedere con lo stato di fatto ma piuttosto con un modello idealizzato.

CITTA’ IDEALE: Per Platone ciascun gruppo sociale coopera al benessere collettivo ricevendo in cambio ciò che gli manca. 3 sono le funzioni della città:attività economica,difesa e governo. Poiché gli uomini sono diversi e ognuno ottiene i risultati migliori nelle attività per le quali è dotato,le tre funzioni vengono attribuite a gruppi distinti. La segmentazione sociale s’identifica con la tripartizione dell’anima umana in razionale,irascibile e concupiscibile. Il compito di lavorare per produrre è affidato ai cittadini nella cui psicologia prevale la parte irascibile,quello di difendere è affidato ai cittadini dall’animo generoso e dalle passioni vigorose, il compito di governare è affidato a chi conosce il bene e la giustizia e nei quali prevale la parte razionale (i filosofi).
COMUNISMO PLATONICO:La classe dei lavoratori non ha diritti politici mentre i governanti non possono disporre di proprietà e devono condividere i propri beni. Affinché le tre classi non divengano caste chiuse,i fanciulli vengono sottratti in giovane età alla famiglie e allevati tutti allo stesso modo dallo stato. I più adatti saranno poi scelti per governare indipendentemente dalla loro origine. Le femmine avranno gli stessi diritti dei maschi e la stessa educazione. La poesia imitativa e la tragedia saranno bandite. Lo stato non dovrà essere troppo vasto e non dovrà avere differenze eccessive di ricchezza e povertà.

MODELLO IDEALE:le costituzioni storiche vengono suddivise in quattro classi corrispondenti al tipo psicologico in esse dominante:la Timocrazia dove prevale l’ambizione e la ricerca degli onori;l’Oligarchia dove prevale l’amore per il denaro e fondata sul censo;la Democrazia generata dalla rivolta dei poveri contro i ricchi,dove prevale la libertà più sfrenata;la Tirannide la peggiore forma di stato dove il potere è nelle mani del singolo.
RE FILOSOFO E LEGGI: Nel Politico,il compito di reggere le sorti dello stato è attribuito a chi possiede la scienza regia,il “re-filosofo” ovvero il vero politico il quale si colloca al di sopra delle leggi e opera libero dai vincoli prendendo le decisioni sulla base del proprio sapere.
LA COSTITUZIONE GIUSTA(FUSIONE MONARCHIA-DOMOCRAZIA):monarchia e democrazia sono le costituzioni “madri”dalle quali tutte le altre derivano. Purtroppo appaiono entrambe minate dalla decadenza a causa del loro carattere unilaterale e d è per questo che Platone, nelle Leggi,propone di fondere gli aspetti vantaggiosi di entrambe,in una sorta di costituzione mista capace di associare la libertà del regime democratico con la coesione e la guida illuminata dei migliori ordinamenti monarchici.


NATURA E IDEE NEL TIMEO: Nei dialoghi fino alla Repubblica l’interesse etnico-politico appare molto evidente mentre nei tardi dialoghi Platone sembra lasciare maggior spazio all’indagine scientifica,speculativa e naturalistica. Nel Timeo Platone presenta la propria riflessione intorno alla costituzione del cosmo e alla realtà naturale. In questo dialogo c’è una riflessione tra la rigida separazione tra idee e mondo dell’esperienza,sul cosmo e la realtà naturale. Questo racconto avviene tramite un mito perché Platone ritiene che sulla natura non sia possibile un discorso scientifico ma soltanto una “narrazione verosimile”.

IL DEMIURGO:Al centro del mito cosmologico del Timeo c’è la figura del Demiurgo,divino artefice che ha dato forma e inizio all’universo. Si tratta di un’intelligenza ordinatrice,non creatrice,che ha introdotto l’ordine nel caos avendo un’idea di perfezione ideale espressa dall’idea di bene ,ovvero di “produrre il migliore dei mondi”. Esso non crea il mondo dal “nulla” ma conferisce una forma e un ordine a una materia preesistente;è il simbolo dell’intelligenza e del finalismo che vi è nell’universo.

LA MATERIA:La materia delle origini non è costituita dai quattro elementi (terra,acqua,fuoco,aria)di cui sono fatti tutti i corpi, ma è il <<ricettacolo>> (chora) ,lo spazio da dove fuoriescono gli elementi visibili che prima si agitavano in essa confusamente. Il demiurgo tramite le forme geometriche adatto allo spazio i quattro elementi qualitativi e genera il mondo dei corpi. L’anima occupa un posto centrale nella cosmologia platonica che è elemento cosmico,identificata con l’anima del mondo. Il Demiurgo crea prima l’anima del mondo e poi i corpi,i quali si muovono grazie all’anima. L’anima è infatti “ciò che si muove da sé” e l’automovimento è la prova migliore della perennità e dell’immortalità. Il tempo è definito “immagine mobile dell’eternità” simbolo dell’irrazionalità degli oggetti della doxa e del movimento del cielo.

MONDO CELESTE E CORPOREO:Platone distingue due tipi di temporalità e di movimento: il tempo regolar e perfetto con cui muove il cielo e il tempo irregolare che corrisponde ai movimenti casali del mondo corporeo. Quest’ultimo è propriamente detto mondo del divenire soggetto alla distruzione non meno della creazione.

RIVALUTAZIONE DELL’OPINIONE:accanto all’episteme,la scienza rigorosa e infallibile delle idee,Platone nella sua tarda età fa posto,alla doxa mutevole propria della conoscenza naturale e dell’esperienza sensibile. La doxa non è più contrapposta alla verità come sinonimo di errore,ma si distinguono e si valorizzano in essa gli aspetti che l’avvicinano alla conoscenza vera. Parallelamente trova spazio e significato la distinzione tra opinione vera e falsa. L’opinione vera ha una certa validità non coincidente però con la verità filosofica.

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