pexolo di pexolo
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Correlazione di Habitus e Habitat in Platone

Per la tradizione antica c’è una strettissima correlazione tra habitus e habitat: la mia maniera di vivere le relazioni con gli altri e la mia maniera di vivere un luogo (la polis) non possono essere separate. L’ordine giusto della polis è strettamente collegato, reciprocamente agganciato, all'ordine giusto della mia natura. Questo viene, in maniera particolare, fuori da quella relazione platonica per la quale la polis rappresenta «in grande» quel che l’anima rappresenta dentro la singolarità di ognuno di noi, rispetto al corpo, cioè la facoltà ordinatrice di alcune membra. L’anima, nelle sue tre parti, ordina, governa la relazione con il mio corpo e mette ordine perché è il luogo in cui risiede la possibilità della verità, la polis è l’equivalente, a livello della comunità delle persone, di ciò che l’anima è rispetto ai singoli corpi. È per questo che il complesso organico rappresentato dalla polis, secondo Platone, rispecchia nella sua organizzazione in classi la tripartizione dell’anima dei singoli. Questo connubio è molto forte, che Platone interpreta in maniera così radicale declinando un elemento che è prevalente per tutta la tradizione antica, cioè il parallelo tra vita individuale-costumi-vita politica. C’è un intreccio strettissimo tra l’habitus di ogni singolo uomo e l’habitat che rende cittadino. Nell'ottica platonica ogni uomo è considerato come funzionario rispetto all'unitarietà della polis, come incarnazione di una determinata abilità o arte. Come si evince dal Mito della caverna, il politico è una figura che, una volta conquistata la verità, deve capire quale sia la modalità per tornare indietro e tirare fuori dalle catene i propri concittadini. La prospettiva platonica, complessivamente, ha al centro il tema dell’unità armonica della polis (sta qui il connubio di antropologia e politica), un’unità così armonica che la giustizia è esattamente considerata come l’equilibrio delle facoltà (vale così per l’individuo giusto, colui che sa, come un giusto e saggio auriga, guidare la biga delle proprie parti dell’anima, vale così per la città): la giustizia è la condizione dell’equilibrio e, per Platone, è quasi l’unico criterio politico, perché è quel criterio che consente a quell'organismo di mantenersi unitario e, in virtù di questa unitarietà, di realizzare il proprio bene.

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