sc1512 di sc1512
Ominide 5764 punti

Platone

Platone fu allievo e grande sostenitore di Socrate; nacque da una famiglia nobile, ciò gli garantì una ottima istruzione pedagogica (“Paidon” + “Agogein”, portare il bambino).

In Grecia la scienza che si occupa dei bambini è detta “Paideia”; inoltre per i Greci il bambino è neutro, poiché non ha sviluppato ancora le caratteristiche maschili o femminili.
La Paideia comprendeva: l’istruzione, l’esercizio fisico e il canto (musica).

Platone probabilmente è un soprannome, il cui significato sarebbe “spalle larghe”.

Platone divenne Filosofo per un motivo passionale, emotivo. La sua domanda è: “Perché le persone più giuste vengono sempre osteggiate/criticate/condannate o non comprese?”

Platone è il primo Filosofo di cui abbiamo tutti gli scritti.

Socrate, suo maestro, morì quando Platone aveva 30 anni; da cui in poi Platone iniziò la sua vera attività Filosofica iniziando a viaggiare.

Viaggia in Magna Grecia, in Sicilia, in Egitto, ma i suoi viaggi più importanti avvengono a Siracusa, dove incontra il Tiranno Dionisio e i Pitagorici, specialmente il loro maestro Archita.

A 40 anni, età in cui si diventa responsabili verso gli altri e verso se stessi, Platone, dopo i lunghi viaggi, decide di fondare l’Accademia, ossia una scuola dedicata all’atleta Accademo. All’interno dell’Accademia si vive a stretto contatto con gli alunni per tutto l’arco della giornata; gli alunni venivano educati fino alla maggiore età.
Sul frontespizio dell’Accademia vi era scritto: “Non osi entrare chi non sa di Matematica”, ciò sta ad evidenziare il suo legame con i Pitagorici.

Tra i 40 e i 60 anni Platone sviluppa i suoi migliori scritti.

Dopo i 60 anni decide di riniziare a viaggiare per trovare le condizioni perfette per far nascere una Polis Democratica; per fare ciò torna a Siracusa, al cui capo vi era Dionisio il Giovane. Qui Platone viene catturato e venduto come schiavo dal nuovo sovrano, gli venne data la libertà da un suo alunno che lo riscattò.

Da qui in poi insegnò sempre nella sua Accademia fino alla morte.


Platone fu innovativo rispetto ai precedenti Filsofi, difatti iniziò a scrivere Dialoghi in modo Poetico.
Alcuni Storici pensano che egli abbia scritto, oltre ai testi a noi pervenuti, dei testi Esoterici (da “Esoterikos), ossia dedicati solo per gli alunni della sua Accademia (Exsotér, il messaggio della dottrina raggiunge tutti - Ensotér, il messaggio della dottrina è legato solo a chi la studia).

I suoi scritti Esoterici si possono suddividere in tre categorie:
_Scritti Aporetici (da Aporia, problema): scritti in cui si evincono i problemi che Platone si troverà di fronte nella vita;
_Dialoghi Costruttivi (es: “La Repubblica”);
_Dialoghi Dialettici: al loro interno si trovano i testi più importanti e impegnativi della storia della Filosofia.

Platone, basando la sua riflessione sulle teorie di Gorgia e Protagora, i quali dissero rispettivamente che “tutte le affermazioni sono vere”, fondandosi sul fatto che la conoscenza dipenda dai sensi, e “nessuna esperienza è comunicabile”, pone alla base del suo pensiero l’Intelletto, dunque per lui la conoscenza è oggettiva ed eterna (immutabile) ed è possibile da comunicare attraverso il Dialogo.

Platone nel suo ragionamento riesce a trovare le cose universali tra più cose: le Idee.

La radice del nome “Idea”, “Id”, è la radice del verbo “Oida” (ho visto, vidi), il cui anagramma è la parola “Idea”.

Quindi la parola “Idea” per Platone ha significato di “ho visto”, “vidi”; da qui si ricava la Teoria Socratica della Reminiscenza, teoria secondo la quale il passato ha conseguenze sul presente. Da questa Teoria Platone giunge al fatto che l’Anima è eterna, perché secondo la Teoria della Reminiscenza essa conosce le Idee prima di incarnarsi e poiché le Idee sono eterne, anche l’Anima è eterna.

Per Platone le Idee corrispondono alla realtà e le cose esistono nella realtà perché le Idee ne costituiscono il modello perfetto.

Platone definisce l’Idea come l’impalcatura intellettuale che serve a riconoscere qualcosa.

Il Mondo delle Idee è al di sopra della Physis, quindi al di sopra dei sensi e della soggettività.

Platone si cura della Metodologia Filosofica, ossia su come si fa Filosofia.

Platone cercò il modo per cui si riconosce qualcosa, concentrandosi sulla “Gnoseologia” (la scienza della conoscenza, che si occupa delle condizioni a partire dalle quali qualcosa è conoscibile); arrivò alla conclusione che noi Conosciamo perché Riconosciamo, Riconosciamo perché abbiamo un’Idea, e l’Idea non proviene dalle cose ed è quindi innata.

Platone introdusse anche il concetto di Uguaglianza: noi riusciamo a capire che due oggetti sono uguali perché li abbiamo già visti in passato (conoscere=riconoscere), cioè ne abbiamo già l’Idea.

Con Platone si arriva alla definizione di “Cervello Triunico”, ossia costituito da tre “anime”:

1-Cervello Rettile: regola le funzioni vegetative/biologiche di base (5/6 milioni di anni fa);
2-Cervello Limbico: è legato all’evoluzione (homo sapiens sapiens);
3-Cervello Corticale: è legato al concetto di astrazione.

Una cosa ci resta in mente quando è interessante e ci colpisce da un punto di vista emotivo.

Per Platone l’Essenza corrisponde alle Idee; esse esistono e sono innate e l’uomo ha il compito di doverle riconoscere, per far ciò esistono due momenti:
_nel Pre-Nascita, momento in cui l’Anima non si è ancora incarnata, ed è quindi un momento percorribile ma non raccontabile;
_della Dialettica, cioè una selezione progressiva di affermazioni definenti un concetto attraverso il Dialogo, ed è un momento percorribile e raccontabile.

Per Platone la Conoscenza è Graduale:

1-Eikasia, il livello più basso, quello dell’immaginazione;
2-Pistis, livello intermedio, quello del credere a qualcosa a cui crede qualcuno;
3-Dianoia, livello medio-alto, quello tipico degli scienziati, ossia della conoscenza attraverso figure/immagini (i libri);
4-Noesis, livello alto, quello della conoscenza massima, dove si ha la capacità di conoscere senza il bisogno di figure/immagini.

L’Essere, secondo Platone, si può riconoscere per mezzo di cinque modalità: Quiete, Movimento, Identico, Diverso, Essere.

-L’Eros-

Eros, figlio di Poros, è il Dio dell’Amore; in realtà Eros è un demone, poiché la sua essenza è demoniaca.
Eros viene considerato da Socrate filosofo, poiché è sempre alla ricerca di qualcosa di più; questo avviene in virtù della natura materna, ossia la povertà.

Il concetto di Amore è strettamente legato alla filosofia. L’Amore è diverso dalla lussuria, ma può portare anche a quest’ultima.

Le due vie che gli umani intraprendono da soli sono quella del Sesso e quella dell’Amore.

Platone introdusse il concetto di “Orte-Doxa”, ossia opinione esatta (da cui “Ortodossia”); la Doxa è l’unica via percorribile.
Da questo Platone dice che l’Amore non è ne buono ne bello, poiché può compiere molti danni.
Dunque l’Amore è una Patologia, ossia Pathos, una condizione passiva causata da un agente passivo esterno.

L’essere umano è allo stesso tempo Uomo e Donna, ossia è Androgino; per i Greci fu Zeus a dividere gli esseri umani in Uomo e Donna (e diventano finiti), quindi da quel momento sono l’uno in cerca dell’altro, dunque noi siamo in cerca di quella persona che ci manca.

-Il “Mito della Caverna”-

Spiegazione delle Figure presenti nel Mito:
• La Caverna Oscura – Il Nostro Mondo
• Gli Schiavi Incatenati - Gli Uomini
• Le Catene – L’Ignoranza e le Passioni
• Le Ombre delle Statuette – Le Cose del Mondo Sensibile (le credenze popolari)
• Il Fuoco – L’Archè (basamento di tutto) dei primi Filosofi
• La Liberazione dello Schiavo – L’Azione della Conoscenza e della Filosofia;
• Il Mondo fuori della Caverna – Il Mondo delle Idee;
• Le Immagini delle Cose Riflesse nell’Acqua – Le Idee Matematiche che Preparano alla Filosofia
• Il Sole – L’Idea del Bene (rende Possibili e Conoscibili le Idee)
• La Contemplazione delle Cose e del Sole – La Filosofia
• Lo Schiavo che Non Vuole Ritornare nella Caverna – Il Filosofo Tentato dalla Meditare piuttosto che Diffondere il Suo Sapere
• Lo Schiavo che Ritorna nella Caverna – Il Filosofo che Rende Partecipi gli altri delle Proprie Conoscenze
• Lo Schiavo che Non Riesce più a Vedere le Ombre – Il Filosofo che si è Concentrato Troppo sulle Idee e che si è Disabituato alle Cose Comuni;
• Lo Schiavo Deriso – Ciò che accade all’Uomo che ha Pensieri Diversi ai Pregiudizi e ai Modi di Vita Comuni
• Gli Onori Ottenuti da chi sa Vedere le Ombre – I Vantaggi che Ottengono dalla Società i Falsi Sapienti (coloro che credono di sapere tutto, ma in verità non sanno).

-L’Idea del Bene-

L’Idea del Bene (Agathon) è quell’Idea che permette l’esistenza di tutte le altre; l’Idea del Bene può essere paragonata al Sole, poichè esso dà vita agli enti e li illumina per renderli riconoscibili. Dunque l’Idea del Bene è quell’Idea superiore a tutte le altre e rappresenta il Complemento di Causa, ovvero ciò da cui scaturisce un qualcosa.

Tutte le Idee interagiscono tra di loro per Partecipazione, Inclusione, Esclusione.

-La Repubblica-

Platone trova nella Repubblica la forma di Governo per uno Stato Ideale, una forma di comando che permette la realizzazione della giustizia, poichè è la giustizia stessa che rende felici i cittadini.
Secondo Platone, per formare uno Stato Ideale dovevano esserci tre classi differenti: i Commercianti e Artigiani, i Guardiani e Difensori dello Stato ed infine coloro che devono comandare lo Stato (questi sono i Filosofi, che conoscendo il Bene, possono farlo). Uno Stato fondato su queste tre classi, col passare del tempo può solo ingrandirsi, sia dal punto di vista demografico che territoriale, poichè in questo modo verrebbero soddisfattti tutti i bisogni dei cittadini.
I Guardiani/Difensori dello Stato sono coloro che hanno la maggiore responsabilità e dalla loro classe dipende la salute dello Stato; dalla classe dei Guardiani si ricava quella di coloro che Comandano lo Stato basandosi sull’Armonia, ossia i Filosofi.
Questa classe dominante deve portare in alto la Polis pensando agli interessi collettivi e non a quelli personali.
Secondo Platone tutti quelli che hanno in sè un’Anima Razionale o Animosa, fin da bambini devono essere sottratti alle proprie famiglie ed educati secondo la Paideia Greca, quindi devono essere portati allo studio dell’Armonia, in modo che in futuro essi possano far parte della classe dominante dello Stato e riescano a portare in alto la propria Polis.
Parlando ancora della Classe Dominante dello Stato, Platone dice che i suoi componenti non possono avere una vita privata, ma devono sempre vivere in stretto contatto col cittadino, cittadino che non poteva essere ne eccessivamente povero, ne eccessivamente ricco visto il tipo di Governo, la Repubblica appunto, che non permette squilibri tra le parti e si basa sull’Armonia.
Dalla Repubblica, per Socrate dovrebbero essere espulsi Poeti ed Artisti, assieme ai Sofisti e ai Politici, poichè furono loro a condannare Socrate. I Poeti invece, assieme agli Artisti, agiscono sulla parte emotiva della persona e non fanno altro che la “mimesis” con le loro opere, quindi imitano le Idee e dunque fanno l’esatto contrario di ciò che fanno i Filosofi. Inveve altri Artisti, come i Tragici, agiscono a livello dei sensi (eikasia e pistis) non fanno scienza.
Platone comunque si rende conto che il suo ideale di Repubblica è difficilmente realizzabile e che sarebbe più fattibile la formazione di una Monarchia Illuminata, ma essa potrebbe poi trasformarsi in Tirannia; si formerebbero inoltre una classe aristocratica e una oligarchica. Di conseguenza la più fattibile e meno peggiore (ma comunque non ottimale) forma di governo per Platone sarebbe la Democrazia, visto che essa non potrebbe subire trasformazioni in forme più aspre di governo.

-Il Mito di Er-

In questo Mito un giovane soldato, Er, muore e va a finire nell’Iperuranio, dove si trova di fronte alla possibilità di scegliere in che altro corpo reincarnarsi.
Il Significato del Mito sta nel fatto che nell'Iperuranio (Aldilà) vi sono diversi modelli di vita e ognuno può scegliere il più adatto a se stesso; quindi, l'uomo non può scegliere se vivere o morire, ma è pienamente libero di scegliere come vivere.

-Il Timeo-

Il Timeo è Dialogo scritto da Platone pochi anni prima della sua morte. Si pensa sia stato scritto grazie ad un rapporto di grande sinergia tra Platone ed il suo migliore allievo, Aristotele.
Nel Timeo sono contenute le basi per l’inizio di una Rivoluzione Scientifica nell’Occidente.
Nel Timeo Platone parla del Rapporto che intercorre tra Materia e Spazio (la Chora), arrivando alla conclusione che Materia e Spazio sono la stessa cosa; da questo deriva anche la Geometria Analitica.
Platone parla anche del Tempo, definendolo come immagine immobile dell’eternità; di esso scrive che solo l’uomo è in grado di comprenderlo.
Platone scrive anche dei Fenomeni Naturali (Physis), considerandoli quel qualcosa che permette all’uomo di riconoscere le Idee; di conseguenza ne deriva il fatto che il Mondo Naturale è unito a quello delle Idee.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email