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Educazione pubblica e curricolo

Il curricolo educativo presentato da Platone nella Repubblica è concepito per la formazione delle classi dominanti, ossia per i guardiani e i governanti, mentre ne restano esclusi i lavoratori, cui è destinata un'istruzione tecnico-professionale, che li metta in grado di esercitare la loro funzione produttiva. La responsabilità dell'educazione è affidata alla polis, alle istituzioni pubbliche, nel convincimento che solo in questo modo sia possibile un'educazione che abbia come scopo il bene della città nel suo insieme. A Platone questo risultato non sembra realizzabile né attraverso l'educazione impartita privatamente, in famiglia (come nella tradizione dell'aristocrazia), né per mezzo dell'insegnamento a pagamento dei sofisti (come accadeva per i rampolli dei ceti ricchi della polis democratica). Il percorso formativo della Repubblica ha come base la musica e la ginnastica, a cui si aggiunge l'addestramento militare; su questo primo livello si innesta poi la preparazione intellettuale e scientifica, destinata ai migliori e composta dalle discipline matematiche e dalla dialettica. Tutte le discipline, a eccezione della dialettica, debbono essere praticate fin dalla fanciullezza. Questo perché, nella giovinezza, si possono meglio plasmare i caratteri e perché il loro esercizio precoce consente di individuare le disposizioni naturali di ogni individuo e quindi di decidere chi, all'interno del gruppo dei guardiani, potrà diventare governante.

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