La revisione del progetto politico


L'ultimo dialogo di Platone è "Leggi"


Platone chiude la sua produzione tornando sul progetto politico, dimostrando come il problema politico fosse stato nella sua vita sempre centrale. In questo dialogo Platone costruisce un confronto con il modello di stato descritto in Repubblica che era stato definito la città perfetta.
Il modello di stato descritto in "Leggi" viene definita imperfetta e per questa realizzabile.
L'elemento centrale che differenzia i due poteri di stato è l'introduzione delle leggi che nel modello descritto in "Repubblica" non esistevano, perché vi era la sofocrazia. Secondo Platone la società divisa in classi era una società che riusciva a garantire la propria stabilità e compattezza, grazi al fatto che ognuno dovesse compiere il proprio dovere. Tali leggi danno stabilità poiché vengono applicate su tutti indistintamente.
Platone in questo nuovo modello di città imperfetta prevede la presenza di un consiglio notturno che rappresenta una sorta di supremo sorvegliante che deve garantire la realizzazione della virtù, ovvero il perseguimento del bene.
Mentre in "Repubblica" mancava l'introduzione di una religione condivisa da tutti, che si basi sulla convinzione di un'esistenza divina, che funga da collante tra i membri di una comunità, che si riconosce in questo culto.
Altri spetti cambieranno in "Leggi" rispetto a "Repubblica". Cambia la condizione della donna, in "Repubblica" le donne sono considerate al pari dell'uomo, mentre in "Leggi" Platone torna tradizionalista.
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