pexolo di pexolo
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Mondo delle idee


La distinzione fra i due piani della realtà, quello della pura intelligibilità dell’Essere e quello della sensazione e del divenire, non sorge nell’ammissione di una sorta di schizofrenia dell’uomo (come se questo fosse orientato contemporaneamente verso due mondi distinti e contrapposti), il piano dell’Essere (come realtà piena ed interamente intelligibile) dev’essere immenso come quel piano che l’uomo può attingere per dare un senso ed un fondamento reale alla realtà sensibile del divenire, anzi, è la realtà che l’uomo ha, e deve avere, conosciuto precedentemente. L’agire e il pensare dell’uomo, che è nel mondo sensibile, non si può pertanto spiegare solo mediante le influenze e le condizioni del sensibile, per questo, gli si deve riconoscere un rapporto con una realtà che trascende il sensibile.
Ciò che, nell’esempio precedentemente mostrato, muoveva Socrate è qualcosa che va oltre la natura, l’avvertimento di una dimensione e di un valore che è riconducibile al biòs theoreticòs, cioè alla vita intellettuale dell’uomo. Lo stesso giudizio scientifico si fonda su concetti generali, quali l’uguaglianza (omologhìa), che non derivano dall’esperienza ma che sono piuttosto condizione per comprendere l’esperienza; dunque, proprio perché l’esperienza sensibile non è capace di spiegare se stessa, dobbiamo ammettere una preconoscenza di concetti che non appartengono al mondo dell’esperienza sensibile, ma costituiscono un altro mondo indipendentemente dal primo e in qualche modo conosciuto prima di esso (il mondo intelligibile in sé e condizione dell’intelligibilità del sensibile, il mondo delle Idee).
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