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Platone e l'amore

Platone ha una visione trascendentale dell'amore,il quale spinge l'anima ad elevarsi dalla bellezza sensibile a quella ideale. Quindi l'amore di Platone è un amore spirituale. Esso viene descritto nel Simposio come perenne desiderio di ricongiungersi all'altro per ricomporre l'unità perduta. Esso è figlio di Polo e Fenìa da cui derivano rispettivamente coraggio e audacia. Esso si divide in amore fisico,cioè possedere il corpo bello;amanti fecondi nelle anime e non nel corpo; e l'idea del bello in sé,l'assoluto. Aristofane racconta il mito degli androgeni secondo il quale un tempo gli uomini erano distinti in tre generi: maschile,femminile e androgeno,comporto di uomo e donna ed erano esseri dotati di quattro mani,due visi ,quattro orecchie e due organi genitali. Essi erano forti e superbi e si ribellarono a Zeus che li divise in due e nacque così l'amore poiché ogni parte desidera fortemente l'altra per ricongiungersi ad essa e ricreare quell'unità perduta e spezzata. Nel Fedro l'anima nella vita originaria ha visto l'iperuranio,poi è precipitata nei corpi dimenticando tutto ma ricordando qualcosa desidera ritornarci. Il desiderio che la muove è Eros che fa spuntare all'anima e la eleva. Platone considera il dualismo tra anima e corpo che è il carcere dell'anima. I due paradossi sono la fuga dal corpo in cui il filosofo desidera la morte del corpo per proclamare la vita dell'anima e la fuga dal mondo in cui egli cerca di diventare virtuoso e di assimilarsi a Dio e farsi simile.

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