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Concetti Chiave

  • La scuola pitagorica di Crotone esplora l'archè attraverso un approccio quantitativo, collegando tutte le cose a rapporti numerici, inclusa la musica e l'anima.
  • I pitagorici identificano una lotta tra opposti come Limite e Illimitato, associando i numeri dispari al limite e i numeri pari all'illimitato, con implicazioni sulla loro perfezione e imperfezione.
  • Il dualismo anima-corpo è centrale nella filosofia pitagorica, dove l'anima deve purificarsi dal corpo per ascendere e sfuggire al ciclo delle reincarnazioni.
  • I pitagorici sostengono che la conoscenza razionale richiede di liberarsi dai sensi, vedendo i numeri interi come fondamentali e considerano i numeri incommensurabili come una scoperta significativa.
  • Dieci coppie di opposti vengono identificate dai pitagorici, evidenziando il loro approccio dualistico alla realtà e la ricerca di armonia tra forze contrastanti.

Origini della scuola pitagorica

La scuola pitagorica nasce a Crotone, ricca colonia della Magna Grecia. Il problema affrontato è quello della ricerca dell’archè che assume un carattere quantitativo. Per i pitagorici ciò che accomuna tutte le cose è il fatto che tutte sono riconducibili a rapporti numerici: la musica stessa è un’armonia dettata da relazioni matematiche e persino l’anima viene considerata come risultato dell’armonica composizione delle parti del corpo.

Contrari e numeri nella filosofia pitagorica

Anche Pitagora, come Anassimandro considera il mondo come teatro della lotta tra contrari: in questo caso di una lotta che diventa unità e armonia in quanto le coppie di contrari convivono. Pitagora riconduce la lotta tra i contraria a quella tra Limite e Illimitato, dalla quale scaturisce la natura dei numeri pari e dei numeri dispari, infatti, andando a spazializzare un numero pari questo non incontrerà ostacoli quindi rappresenta l’illimitato. Al contrario, spazializzando un numero dispari questo incontrerà un ostacolo (dato dall’unità di resto della divisione per 2) e rappresenterà quindi il limite. Da qui nasce la perfezione dei numeri dispari e l’imperfezione dei pari. Inoltre i numeri dispari formano dei quadrati e i pari dei rettangoli. Esiste però un numero che non è né pari, né dispari, il numero 1, che viene chiamato parimpari in quanto se aggiunto a un numero pari lo rende dispari, se aggiunto a un numero dispari lo rende pari.

Il limite è considerato quindi ordine, bene, perfezione e l’illimitato è considerato imperfezione, incompiuto, male e disordine.

I pitagorici individuano 10 coppie di opposti: limite/illimitato, dispari/pari, unità/molteplicità, destra/sinistra, maschio/femmina, quiete/movimento, retta/curva, luce/tenebra, bene/male, quadrato/rettangolo.

Dualismo e concezione dell'uomo

Questo dualismo caratterizza anche la concezione dell’uomo, che richiama la tradizione dionisica e orfica: l’uomo è considerato come composto tra due elementi eterogenei e in contrasto: anima e corpo: l’anima deve liberarsi dal legame col corpo durante la vita tramite la purificazione. Il corpo è sede dei sensi e quindi conosce solo il particolare, l’anima è sede della ragione e conosce l’universale. I pitagorici sostenevano la metempsicosi: l’anima essendo immortale torna ad incarnarsi seguendo il destino che si è costruita durante la vita precedente. Nel caso in cui l’anima si sia purificata completamente potrà uscire dal ciclo di reincarnazioni.

Conoscenza razionale e numeri incommensurabili

Per conoscere razionalmente bisogna liberarsi dai sensi e dalle passioni. Per i pitagorici tutti i numeri sono interi e le frazioni sono soltanto rapporti tra numeri interi. Quando si scoprì che esistono numeri che non sono esprimibili con rapporti numerici sono considerati incommensurabili.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale della scuola pitagorica riguardo all'archè?
  2. La scuola pitagorica, nata a Crotone, sostiene che l'archè ha un carattere quantitativo e che tutte le cose sono riconducibili a rapporti numerici, evidenziando come la musica e persino l'anima siano espressioni di armonie matematiche.

  3. Come viene interpretata la lotta tra contrari nella filosofia pitagorica?
  4. Pitagora considera il mondo come un teatro della lotta tra contrari, in particolare tra Limite e Illimitato, da cui derivano le caratteristiche dei numeri pari e dispari, con i dispari che rappresentano il limite e i pari l'illimitato.

  5. Qual è la concezione dualistica dell'uomo secondo i pitagorici?
  6. I pitagorici vedono l'uomo come composto da anima e corpo, elementi in contrasto, dove l'anima deve liberarsi dal corpo attraverso la purificazione, e sostiene la metempsicosi, secondo cui l'anima è immortale e si reincarna in base alle sue azioni.

  7. Cosa si intende per numeri incommensurabili nella filosofia pitagorica?
  8. I pitagorici ritenevano che per conoscere razionalmente fosse necessario liberarsi dai sensi, e quando scoprirono l'esistenza di numeri non esprimibili come rapporti tra numeri interi, questi furono considerati incommensurabili, sfidando la loro concezione di numeri.

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