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Pitagora e il pitagorismo


Ai Pitagorici va fatta risalire la concezione secondo cui l’essenza ultima della realtà è il Esso è costituito da un insieme di unità. E ogni unità si identifica con un punto geometrico. Le cose sono costituite da un numero finito di punti e per ciò sono misurabili. Quindi l’aritmetica, scienza delle unità che compongono i numeri interi, viene a coincidere con la geometria, scienza dei punti. L’aritmo-geometria ci permette di svelare i segreti della realtà. Poiché tutto è numero, anche gli aspetti della vita umana sono riconducibili al numero. L’armonia matematica dell’universo è equilibrio e misura del tutto: la matematica assume per i pitagorici anche significato mistico ed etico. La razionalità è misurabilità e armonia. Tutto ciò che si presenta come incommensurabile è, invece, irrazionale. Quindi è anche contrario al bene. Questa opposizione fra bene e male, fra razionalità e irrazionalità si presenta, ai Pitagorici, come espressione di una visione dualistica della realtà, nella quale è difficile distinguere ciò che attiene alla filosofia e ciò che riguarda, invece, l’etica e la religione. A tale visione si collega la contrapposizione fra anima e corpo (l’idea di un’anima di origine divina ma imprigionata in un corpo) e la dottrina
orfico-pitagorica della reincarnazione dell’anima (o metempsicosi).
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