Ominide 1445 punti

Principi dello scetticismo pirroniano

Pirrone fonda il suo scetticismo sulla base di tre affermazioni di fondo, che verranno semplificate dai critici e obbiettate dai dogmatici:
- Tutto è dubbio: affermare ciò è però una contraddizione perché in questo modo si sostiene in maniera assoluta che tutto è dubbio, ma proprio secondo gli scettici non si può dire nulla sulla realtà; ribattono allora gli scettici che questa affermazione non è un’affermazione di verità assoluta, ma è in dubbio anch’essa. Gli scettici sono ben propensi ad accogliere la dimostrazione di una verità assoluta, ma fino a quel momento nessuno era ancora riuscito a non essere contraddetto, e questo era un dato di fatto.
- Nulla è vero: non è che in questo modo mettono in dubbio le sensazioni, né l’esistenza delle cose, ma la possibilità di conoscere cosa rappresentino queste sensazioni.
- Tutto è relativo, non c’è nessun criterio per distinguere il bene dal male come principi assoluti: viene attaccato in quanto se non c’è una verità non c’è la possibilità di distinguere oggettivamente le cose, ma in questo modo gli uomini potrebbero compiere tutto. Gli scettici invece mettono in campo criteri deboli di condotta della vita, perciò l’uomo deve orientarsi secondo criteri di probabilità, di ragionevolezza..
In generale gli scettici rispetto a queste tre affermazioni assumono una posizione agnostica con l’eccezione di Pirrone che, invece, supera questo agnosticismo in quanto sostiene che non ci sia nulla da conoscere e di conseguenza si comporta in modo incosciente anche di fronte ai pericoli; di fatto conduceva una vita secondo tradizione, sosteneva che bisognasse "né perseguire né evitare", ciò lo caratterizzò per una chiusura rispetto alla ricerca in nome dell’atarassia e per un conformismo, inteso come seguire ciò che si rivela utile per la vita, senza sforzarsi di trovare modi di vita differenti, quando invece lo scetticismo si caratterizza anche per la continua ricerca. In conclusione Pirrone sosteneva l’afasia come il non poter dire nulla poiché tutto può essere contraddetto e l’epoché, cioè la sospensione del giudizio. Chi però teorizza in modo preciso l’epoché fu Arcesilao, appartenente all’Accademia platonica.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove