Concetti Chiave
- Pirrone fonda il suo scetticismo su tre affermazioni: tutto è dubbio, nulla è vero e tutto è relativo, mettendo in discussione la possibilità di conoscere la realtà.
- La posizione scettica non nega le sensazioni o l'esistenza delle cose, ma critica la capacità di comprendere il significato di queste sensazioni.
- Il relativismo scettico implica l'assenza di criteri assoluti per distinguere il bene dal male, promuovendo invece criteri deboli di condotta basati su probabilità e ragionevolezza.
- Pirrone si distingue per la sua posizione agnostica, sostenendo che non ci sia nulla da conoscere e adottando un comportamento conforme alla tradizione per raggiungere l'atarassia.
- Secondo Pirrone, l'afasia e l'epoché rappresentano la sospensione del giudizio, mentre Arcesilao teorizzò in modo preciso l'epoché nell'ambito dell'Accademia platonica.
Le basi del pensiero scettico
- Tutto è dubbio: affermare ciò è però una contraddizione perché in questo modo si sostiene in maniera assoluta che tutto è dubbio, ma proprio secondo gli scettici non si può dire nulla sulla realtà; ribattono allora gli scettici che questa affermazione non è un’affermazione di verità assoluta, ma è in dubbio anch’essa. Gli scettici sono ben propensi ad accogliere la dimostrazione di una verità assoluta, ma fino a quel momento nessuno era ancora riuscito a non essere contraddetto, e questo era un dato di fatto.
- Nulla è vero: non è che in questo modo mettono in dubbio le sensazioni, né l’esistenza delle cose, ma la possibilità di conoscere cosa rappresentino queste sensazioni.
- Tutto è relativo, non c’è nessun criterio per distinguere il bene dal male come principi assoluti: viene attaccato in quanto se non c’è una verità non c’è la possibilità di distinguere oggettivamente le cose, ma in questo modo gli uomini potrebbero compiere tutto. Gli scettici invece mettono in campo criteri deboli di condotta della vita, perciò l’uomo deve orientarsi secondo criteri di probabilità, di ragionevolezza..
L'agnosticismo di Pirrone
In generale gli scettici rispetto a queste tre affermazioni assumono una posizione agnostica con l’eccezione di Pirrone che, invece, supera questo agnosticismo in quanto sostiene che non ci sia nulla da conoscere e di conseguenza si comporta in modo incosciente anche di fronte ai pericoli; di fatto conduceva una vita secondo tradizione, sosteneva che bisognasse "né perseguire né evitare", ciò lo caratterizzò per una chiusura rispetto alla ricerca in nome dell’atarassia e per un conformismo, inteso come seguire ciò che si rivela utile per la vita, senza sforzarsi di trovare modi di vita differenti, quando invece lo scetticismo si caratterizza anche per la continua ricerca. In conclusione Pirrone sosteneva l’afasia come il non poter dire nulla poiché tutto può essere contraddetto e l’epoché, cioè la sospensione del giudizio. Chi però teorizza in modo preciso l’epoché fu Arcesilao, appartenente all’Accademia platonica.
Domande da interrogazione
- Qual è il fondamento principale del pensiero scettico di Pirrone?
- In che modo Pirrone si differenzia dagli altri scettici riguardo all'agnosticismo?
- Qual è il significato di afasia e epoché nel pensiero di Pirrone?
Pirrone basa il suo scetticismo su tre affermazioni fondamentali: "Tutto è dubbio", "Nulla è vero" e "Tutto è relativo", evidenziando l'impossibilità di giungere a verità assolute e la necessità di orientarsi secondo criteri di probabilità e ragionevolezza.
A differenza degli altri scettici, Pirrone supera l'agnosticismo affermando che non ci sia nulla da conoscere, comportandosi in modo incosciente e seguendo una vita tradizionale, caratterizzata da un conformismo che evita la ricerca di modi di vita alternativi.
Pirrone sostiene l’afasia, ovvero l'impossibilità di affermare verità poiché tutto può essere contraddetto, e l’epoché, che rappresenta la sospensione del giudizio, concetti che evidenziano la sua posizione scettica e la ricerca di atarassia.