Indice

  1. Parmenide
  2. La teoria sull'essere
  3. Zenone
  4. Esempio: Achille e la tartaruga
  5. Esempio: la freccia scoccata

Parmenide

Siamo nella Magna Grecia a Elea tra il 550-450 a.C. e i suoi seguaci erano detti eleati. Ci pervengono frammenti (circa 19,157 versi) dell'opera "Sulla natura": descrive un viaggio ed è ricca di metafore (come il viaggio stesso che rappresenta il percorso verso la conoscenza che inizia di notte e termina di giorno). Il viaggio inizialmente conduce il filosofo dalla dea Dike (dea della giustizia) che dice che "solo l'uomo giusto arriverà alla sapienza". La dea Dike simbolicamente consegna a Parmenide le chiavi del sapere e gli mostra 2 sentieri:
1) Sentiero della Doxa = un sentiero che arriva a un tipo di conoscenza detto sensibile, fondata sui sensi; i sensi ci ingannano.
2) Sentiero dell'Aletheia = attraverso il quale, usando la ragione noi arriviamo alla conoscenza autentica della realtà.
Il viaggio è compiuto attraverso un carro trainato dai cavalli che rappresentano un aiuto divino.

La teoria sull'essere

"L'essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere." ONTOLOGIA = lo studio dell'essere in quanto essere, nelle sue caratteristiche universali. Questa teoria di Parmenide si basa su solide dimostrazioni logiche che comprendono 2 passaggi: innanzitutto, è stabilita la verità inconfutabile e necessaria secondo cui "l'essere è e non può non essere". A partire da questo si procede alla deduzione dei caratteri dell'essere. Inoltre, per via deduttiva, il filosofo arriva ad alcune definizioni:
• L'essere è ingenerato e imperituro: se fosse generato, prima di nascere non ci sarebbe stato, ossia sarebbe stato un non essere.
• L'essere è eterno: non ha né passato né futuro.
• L'essere è immutabile: ogni movimento implica una contaminazione tra uno stato A e uno B dei corpi.
• L'essere è unico e indivisibile: se fosse molteplice bisognerebbe ammettere l'esistenza di qualcosa di diverso dall'essere.
• L'essere è finito: secondo la mentalità greca la finitezza coincide con la perfezione. Per meglio rappresentare tale perfezione Parmenide paragona l'essere a una sfera piena, perfettamente omogenea.

Zenone

Nato ad Elea, era il più popolare dei seguaci di Parmenide e il suo obiettivo era quello di difendere il suo maestro (difesa = apologia) da chi la pensava diversamente sostenendo le tesi: DELL'ESSERE IN MOVIMENTO e DELL'ESSERE MOLTEPLICE. Per difendere Parmenide usa la riduzione all'assurdo e il paradosso: prende per buona la tesi dei nemici e dimostra attraverso la logica che essa raggiunge una conclusione incoerente e contraddittoria. Con il paradosso si vuole andare oltre l'opinione comune e Aristotele individua Zenone come l'inventore della dialettica (argomentazione).

Esempio: Achille e la tartaruga

Achille e la tartaruga fanno una gara, ma la tartaruga ha un vantaggio e, come dimostra Zenone, Achille non raggiungerà mai l'animale. Infatti, quando Achille avrà raggiunto il punto di partenza della tartaruga, questa avrà compiuto un altro breve tratto e così via all'infinito. Presupposto = percorrere un infinito spazio in un tempo limitato.

Esempio: la freccia scoccata

La freccia, in ogni intervallo di tempo considerato, è ferma perché occupa solo la sua lunghezza.
Questi due esempi provano per assurdo l'impossibilità che l'essere sia in movimento.

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