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Fondatore della scuola eleatica fu Parmenide.Nato a Elea,egli visse tra il 550 e il 450 a.C. ed espose il proprio pensiero in un’opera in versi che fu poi indicata con il titolo “sulla natura”.
Nel proemio del poema,Parmenide immagina di essere trasportato al cospetto di una dea,la quale gli rivela <<il solido cuore della ben rotonda Verità>>.
I toni di Elea testimoniano quell’indissolubile unione di poesia e filosofia che si ritrova in molti autori antichi, e al tempo stesso manifestano la probabile appartenenza di Parmenide a un ambiente di tipo aristocratico,che considerava il sapere patrimonio di pochi iniziati.

Secondo Parmenide,di fronte all’uomo si aprono sostanzialmente due vie:
-il sentiero della verità,basato sulla ragione;
-il sentiero dell’opinione,basato sui sensi.
Il filosofo deve imboccare la via della verità,che è quella della ragione.

Parmenide risponde che la ragione ci dice una cosa: l’essere è e non può non essere,mentre il non essere non è e non può essere.
Con questa tesi Parmenide intende affermare che solo l’essere esiste,mentre il non essere,per definizione,non esiste non può venire pensato.
La nostra mente e il nostro linguaggio possono riferirsi solo all’essere,mentre il non essere risulta impensabile e inesprimibile.
La tesi di Parmenide secondo la quale <<essere è;il nulla non è>>: il principio di identità,per il quale ogni cosa è se stessa, e il principio di non contraddizione,per il quale è impossibile che una stessa cosa sia e nello stesso tempo non sia ciò che è.
Inoltre,con Parmenide il termine “essere”, diventa un sostantivo neutro che allude a un concetto astratto.

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