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Parmenide

Parmenide si presenta come un radicale innovatore soprattutto perchè trasforma la cosmologia in ontologia, ovvero teoria dell'essere e affida il racconto del suo pensiero a una dea, immaginata come rivelatrice della verità, che indica tre possibili vie della ricerca:
• Prima via: assoluta verità → l'essere è (Esistenza) e non può non essere (Nulla); il non essere non è e non può il alcun modo essere → Parmenide formula il principio di non contraddizione, ossia quel principio che afferma l'impossibilità che i contraddittori coesistano a un tempo e questo costituirà il principale caposaldo di tutta la logica dell'Occidente. L'essere (Principio statico) è ingenerato e incorruttibile (non nasce e non muore, esiste sempre, non ha tempo), presente eterno (senza inizio né fine), immutabile e immobile (perfetto), indivisibile (se è divisibile non è) e continuo tutto uguale (non ha differenze), limitato e finito, compiuto e perfetto → unità e unicità

• Seconda via: opinioni fallace, quella della falsità e dell'errore e dei sensi, che ci portano all'errore perchè ci fanno vedere solo parti di verità e non la completa realtà
• Terza via: opinione plausibile → via che dà conto ai fenomeni e all'apparenza delle cose, ma pensa che l'errore sta nel non avere capito che gli opposti devono pensarsi come inclusi nella superiorità dell'essere perchè il principio di Parmenide, così come era stato da lui formulato, salvava l'essere, ma non i fenomeni → può essere e può non essere e Parmenide dice che si può pensare ai contrari, ma bisogna sapere che sono contenuti, come tutto, dall'essere.

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