Genius 5605 punti

L'etica epicurea - Epicureismo

L’etica epicurea era basata sul piacere perché il piacere era il criterio naturale per raggiungere la felicità. L’etica epicurea è quindi edonistica. Durante il periodo cristiano, gli epicurei vennero bollati e ritenuti pericolosi perché l’epicureismo era un materialismo. In realtà però l’epicureismo in questi termini era stato frainteso. Il piacere consiste nel soddisfare un desiderio e i desideri sono di diversi tipi. La felicità si raggiunge solo con un piacere stabile e duraturo, il piacere catastematico. Per raggiungere il piacere catastematico, occorre soddisfare solo un determinato tipo di desideri. Gli epicurei identificarono due tipologie di desideri: quelli naturali e quelli artificiali. I desideri naturali si suddividono in desideri necessari (il mangiare, il bere e lo stare al caldo) e non necessari (il mangiare troppo, il bere troppo e la dimensione sessuale). Il piacere catastematico consiste nel soddisfare i desideri naturali necessari. Il vero saggio epicureo era colui che soddisfaceva con misura i propri desideri naturali necessari. Il piacere catastematico consiste:

- nell’aponia, cioè l’assenza di dolore;
- nell’atalassia, cioè l’assenza di turbamento, l’imperturbabilità;
- nell’autarchia, cioè nell’autonomia.
Chi segue il piacere catastematico ha bisogno di poche cose ed è quindi libero. Gli amici sono molto importanti per gli epicurei, mentre è meglio evitare la politica. Lo slogan degli epicurei in questo ambito era “vivi nascosto”. Fu anche per questa caratteristica che l’epicureismo ebbe poco seguito a Roma, in cui la politica era fondamentale. Il dolore è da evitare, ma quando c’è si può gestire.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove