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I Sofisti - La rottura con la tradizione greca e la dialettica

I Sofisti volevano rompere con la tradizione precedente: essi contestarono duramente l’idea secondo cui chi nasce nobile è più bello, bravo e intelligente di chi non è nato nobile; la vera discriminante tra i cittadini era costituita dalla ragione e dalla filosofia.
I sofisti ritenevano la filosofia un bene alla portata di tutti a prescindere dalla nascita; non si nasce sapienti, ma lo si diventa con lo studio e l’impegno. I sofisti si imposero ad Atene come coloro che portavano la sapienza, ma la insegnavano a pagamento e questo fu il fatto principale che scatenò pesanti critiche contro di loro. Venivano definiti quindi i “prostituti della cultura”. La filosofia era nell’antica Grecia un’attività libera e quindi l’insegnamento a pagamento era scandaloso. I sofisti comunque trovarono sempre molti clienti perché era vivo il desiderio di saper parlare bene ed esporre le proprie opinioni chiaramente. I sofisti svilupparono le tecniche della dialettica, dell’oratoria e della retorica. L’idea di Parmenide secondo cui linguaggio, pensiero e realtà fossero la stessa cosa venne scardinata; i sofisti infatti dimostrarono che se si era abili con il linguaggio si poteva convincere l’interlocutore riguardo qualcosa che non fosse conforme alla realtà. Il linguaggio aveva una propria dimensione e seguiva delle proprie regole. Un’altra caratteristica della sofistica è il relativismo, cioè l’assenza di una verità assoluta. L’ultimo periodo della sofistica era detto eristica ed era in linea con la cattiva fama di cui godeva l’intero movimento. Infatti gli eristi si occupavano solamente di come illudere e imbrogliare il prossimo con giochi di parole e tranelli. Gli eristi si specializzarono nell’insegnamento di tutti i possibili trucchi per ingannare l’interlocutore.

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