Concetti Chiave
- Socrate e Platone criticano la paidéia sofistica per la sua incapacità di chiarire il concetto di virtù e le finalità educative, considerandola inadeguata.
- Nel dialogo Protagora, Socrate esprime scetticismo sull'idea che la virtù possa essere insegnata, contrariamente alla convinzione dei sofisti.
- I sofisti vedono la virtù come un insieme di qualità umane tramandate dai poeti, senza riuscire a definire quale sia la vera essenza della virtù.
- L'approccio sofistico all'educazione non riesce a fornire una prospettiva oggettiva, unitaria e universale sul significato di virtù.
- Socrate intende mettere in discussione la fiducia dei sofisti nell'educabilità dell'uomo, evidenziando lacune teoriche nella loro argomentazione.
Critica alla paidéia sofistica
Malgrado il carattere innovativo della paidéia sofistica, essa appare agli occhi di Socrate e di Platone inadeguata a risolvere il problema dell'educazione. L'obiezione di fondo è che i sofisti, pur proclamandosi maestri di virtù, non chiariscono fino in fondo né che cosa veramente sia la virtù, né quali debbano essere le finalità dell'educazione.
Qual è il dibattito tra Socrate e i sofisti?
Il dibattito fra Socrate e i sofisti è riproposto da Platone nel dialogo Protagora, nelle cui pagine il sofista appare convinto che il senso della giustizia sia presente in ogni uomo e che tutti possano quindi apprendere la virtù politica. Socrate si mostra invece scettico circa questa possibilità e sembra aderire alla tesi aristocratica, che vede nella virtù un dono degli dèi. In realtà, Socrate non intende negare in linea di principio che la virtù possa essere insegnata, bensì vuole mettere in luce come la fiducia di Protagora nell'educabilità dell'uomo non poggi su basi teoriche sufficientemente solide.
La visione tradizionale dei sofisti
Il sofista, infatti, identifica la virtù umana con l'insieme delle qualità (giustizia, temperanza, sapienza, coraggio) tramandate e celebrate dai poeti, che si tratta ora di rendere accessibili a una cerchia di cittadini più ampia che in precedenza. Accogliendo questa visione tradizionale, il sofista non riesce tuttavia a chiarire quale delle diverse definizioni delle virtù esistenti presso l'opinione comune popolare sia quella vera e dunque non giunge a impostare il problema educativo in una prospettiva oggettiva, unitaria e universale.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale critica di Socrate alla paidéia sofistica?
- Come si differenzia la posizione di Socrate da quella dei sofisti riguardo all'insegnamento della virtù?
- In che modo i sofisti definiscono la virtù umana e quali limiti presenta questa definizione?
Socrate critica la paidéia sofistica perché, nonostante il suo carattere innovativo, non riesce a chiarire cosa sia realmente la virtù e quali debbano essere le finalità dell'educazione, rendendola inadeguata per risolvere il problema educativo.
Mentre i sofisti, come Protagora, credono che la virtù possa essere appresa da tutti, Socrate è scettico e sostiene che la virtù potrebbe essere un dono degli dèi, evidenziando la mancanza di basi teoriche solide nella fiducia dei sofisti nell'educabilità dell'uomo.
I sofisti identificano la virtù umana con le qualità celebrate dai poeti, ma non riescono a stabilire quale definizione di virtù sia quella vera, impedendo così di affrontare il problema educativo in modo oggettivo e universale.