Filosofie ellenistiche

Dopo le guerre tra Sparta ed Atene, Sparta impone ad Atene un governo oligarchico (periodo dei 30 tiranni). In seguito verrà restaurata la democrazia, diversa da quella originaria ateniese. Negli anni la Grecia fu inglobata nell’Impero di Alessandro Magno.
Dal punto di vista politico, dopo l’espansione veloce ed impetuosa dell’impero, che era una monarchia di tipo assolutistico, la Grecia perse la sua indipendenza. Nonostante le polis persistano, perdono completamente il loro significato perché viene a mancare il fatto che le decisioni venissero prese nell’Agora (simbolo della partecipazione alla vita politica da parte dei cittadini); infatti ciò che caratterizzava la Grecia era proprio lo spirito del dialogo: basti pensare a Platone che scriveva solo sotto forma di dialogo o addirittura Socrate che decise di non scrivere affatto e di utilizzare solo il dialogo, in quanto per lui era necessario un confronto per arrivare alla verità.

Tutto questo sistema viene meno quando la Grecia viene inglobata nell’impero macedone, dove si prendevano le decisioni alla corte dell’Imperatore dall’Imperatore stesso.
Un’altra differenza veniva rappresentata dall’esistenza nell’Impero di caste (gruppo sociale chiuso), simbolo dell’immobilità sociale.

Le filosofie ellenistiche riflettono lo “scollamento” da parte dell’uomo dalla vita politica in quanto l’uomo è oramai divenuto suddito. Vedremo che lo stoicismo rinnegherà completamente la politica.
Il centro della filosofia diventa lo studio dell’anima, e si pensa che questa sia la via per raggiungere la felicità interiore, bisogna scavare dentro di sé e ripiegare nell’interiorità (a differenza di Platone che si ripiegava sulla società). La verità si cercava e talvolta si trovava dentro se stessi, con il raggiungimento dell’equilibrio interiore.
A differenza della filosofia di Platone che, come ci racconta il mito della caverna, il filosofo era l’unico che riusciva ad andare oltre ogni limite fino ad arrivare alla luce del sole ( la verità) per poi tornare indietro per illuminare anche gli altri, i filosofi ellenistici si sarebbero fermati nel vedere il sole.

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