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Eraclito

Eraclito non partecipa mai alla vita politica e sociale ritenendo i cittadini inetti. Anzi, andò a vivere come eremita su una montagna vivendo di stenti.
Scrisse un’opera della quale ci sono pervenuti 126 frammenti. Quest’opera è chiamata “Sulla natura” ed è scritta in Aforismi (brevi sentenze enigmatiche criptiche da decodificare).
Infatti nei suoi scritti Eraclito rende la verità celata, per lui essa doveva essere decodificata e non esplicita poiché solo gli intellettuali erano destinati al sapere.
Abbiamo quindi una concezione elitaria e quindi la verità è destinata ad una minoranza:
Elité --> pochi --> svegli
Plebe --> molti --> dormienti
Gli svegli erano gli unici capaci di andare oltre l’apparenza ingannatrice.
La verità non si afferma in modo esplicito, ma non è neanche nascosta al punto tale da non poter essere portata alla luce. Infatti, negli aforismi di Eraclito ci sono degli indizi che ci portano a decodificare la verità. Per fare in modo che la sua opera non fosse accessibile a tutti, la depositò nel tempio di Artemide, dea della caccia, perché a pochi era concesso entrarvi.
Quello che sfugge ai dormienti è proprio che tutto incessantemente muta. Essi sono illusi dalla permanenza del tutto nell’immediato.

Pánta rheî

tutto cambia, corre
‘Nello stesso fiume non è possibile scendere due volte.’
‘A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre nuove.’
‘Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume. Noi stessi siamo e non siamo’
Cratilo arriva anche a correggere l’affermazione di Eraclito dicendo che:
“Non solo non possiamo bagnarci due volte nel medesimo fiume, ma neppure una, data la celerità del flusso.”
Tutto muta secondo un’alternanza di opposizione, tutta la realtà è una trama di contrari, il divenire è una trama di opposti.

“Polemos è padre di tutte le cose, di tutte re; gli uni gli ha fatti essere dei, gli altri uomini, gli uni schiavi e gli altri liberi.”Per guerra si intende il conflitto degli opposti. Non è una guerra distruttrice, poiché nel momento in cui un contrario distruggesse il suo opposto si distruggerebbe a sua volta, gli opposti si implicano a vicenda, gli opposti si richiamano l’uno con l’altro scambievolmente. Uno vive la morte dell'altra.


L'unità dei contrari

L'opposto concorde e dai discordi bellissima armonia. (B 8)
Per chi ascolta non me, ma il Logos, sapienza è riconoscere che tutte le cose sono una sola. (B 50)
La strada all'in su e all'in giù è una sola e la medesima.
La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli di nuovo mutando son questi.(B 88)
Armonia contrastante come quella dell’arco e della lira.

L'arco è il simbolo di guerra, genere a morte. Bíos vuol dire arco ma anche vita. Quindi dal nome Bíos troviamo l'insieme della vita e della morte. La lira e l'arco esprimono l'armonia nella loro forma. Forma curvilinea che è unita da una retta, la retta unisce due estremi.

1. La ragione che conosce e spiega la verità nascosta.
2. Discorso che esprime la verità è la legge.
3. La legge universale freccia l'unità dei contrari.
4. Dottrina di Eraclito che ogni cosa coglie la natura com'è.

Logos

Di questo lògos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benché infatti tutte le cose accadano secondo questo lògos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole e in opere quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com’è. Ma agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo.(B1)
L'armonia nascosta è più forte di quella manifesta. (B 54)
La natura delle cose ama celarsi. (B 123)
• Ragione: Cerca e salva la verità;
• Discorso: Che descrive la legge che governa la realtà;
• Dottrina di Eraclito: Che di ogni cosa coglie la natura “come è”;
• Legge universale: Armonia nascosa.

Primo frammento:

• Il "sempre " potrebbe essere unito o al verbo essere " è" E quindi indicare "logos" infinito oppure potrebbe essere unito al nome "gli uomini " facendo capire che da sempre e per sempre gli uomini non hanno conoscenza del logos.
• Il verbo " è " sta ad indicare la legge e quindi la legge universale.
• Quando dice " gli uomini non hanno intelligenza " ci vuole spiegare che con l'uso di essa possono arrivare alla verità, altro. Quindi logos come ragione.
• Il verbo " ascoltato virgolette ci fa capire che il logos è qualcosa che si ascolta, logos come discorso.
• " Tutte le cose accadono secondo questo logos "ci porta di nuovo alla legge universale, tutto accade secondo una ragione.
• " Essi assomigliano a persone inesperte " cioè le persone senza intelligenza: i dormienti sono appunto in esperti. Essi non riescono a capire il logos secondo quello che Eraclito dice.
• "Distinguendo secondo natura ciascuna cosaE dicendo come è " qui il logos associato alla dottrina di Eraclito.
• “Agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli" e mette in evidenza la presenza dei dormienti " allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo ". Quindi questi dormienti non sanno quello che fanno da svegli infatti e come se continuassero a dormire.


Fuoco

“Quest’ordine universale, che è lo stesso per tutti, non lo fece alcuno tra gli dei o tra gli uomini, ma sempre era, è e sarà fuoco sempre vivente, che si accende e si spegne secondo giusta misura.”

Un fuoco che dà vita a tutto e con una conflagrazione dà morte a tutto.
• Per la minor parte degli studiosi di Eraclito, l’Arché è solo un elemento naturale che è identificato nel fuoco.
• Per la maggior parte degli studiosi invece il fuoco è il simbolo che esprime l’unità dei contrari, infatti esso da una parte è mobile e quindi dà l’idea del mutamento e non è mai simile a sé stesso; dall’altra vive della morte di qualcosa e simboleggia nella sua mobilità incessante, la legge universale. Il fuoco è divino.
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