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Il lògos


Neppure la conflittualità però, è l’ultima parola sulla realtà: oltre la contesa vi è un livello più profondo di accordo. Eraclito — si è detto — ritrova questa armonia nascosta in una superiore unità: l’unità degli opposti. Compito del sapiente è ricercare e far propria tale armonia, cioè l’unità vivente che lega fra loro i contrari: un lògos, una ragione profonda, una legge del mondo che unifica i diversi aspetti dell’universo.

Ma allora che cos’è il logos?
• È una dimensione oggettiva della realtà, perché è la legge che la governa. Come una pòlis vive e si sviluppa perché governata dalla legge, Io stesso avviene in ogni altro ambito della realtà.
• Ma il lògos è anche ragione, la fonte soggettiva della conoscenza vera. È il discorso della ragione che si impegna nella ricerca della razionalità della realtà.
Ricerca che è interminabile perché — dice il filosofo — per quanto tu possa camminare “non potresti mai trovare i confini dell’anima: così profondo è il suo Iogos. La ricerca di quella ragione nascosta è perciò un compito infinito, da
assolvere con serietà e rigore nel corso dell’intera esistenza. Ma questo compito non è alla portata della conoscenza sensibile e dell’opinione, che Eraclito chiama “mal caduco” e gioco da bambini”. Solo la ragione, il logos svela la verità a chi la cerca.
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