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Eraclito: pensiero filosofico


Eraclito intende la filosofia come ricerca di quell’intima natura delle cose, che “ama nascondersi. Essa è ricerca del logos, della legge nascosta grazie alla quale gli infiniti, mutevoli e contraddittori aspetti della realtà risultano fra loro intrecciati come un “opposto concorde”. Egli si sforza di trovare, al di là delle contraddizioni, l'armonia e la legge razionale unitaria della realtà.
Per Eraclito la vita è mutamento incessante, analogo a quello delle acque scorrono sempre diverse per coloro che s’immergono nello stesso fiume. Ma in lui questa filosofia del divenire si combina con l’idea che dietro l’eterna guerra e l’irriducibile opposizione delle cose fra loro vi sia una unità di fondo,costituita dal logos, dal loro opposto concorde. Così la lotta dei contrari è la suprema giustizia ,perché si caratterizza come connessione e tensione perenne fra opposti. Compito del sapiente e ricercare il logos, l’unità degli opposti, e far propria tale armonia, tale unita vivente tra i contrari. Il logos è quindi da un lato una dimensione oggetti della realtà, perché è la legge che tutta la governa. E dall’altro è ragione,la fonte soggettiva della conoscenza vera;ed è il discorso della ragione che si impegna incessante della razionalità della realtà. In Eraclito, infine, emerge la consapevolezza dell’ambiguità del linguaggio, del fatto, cioè,che una stessa cosa può avere nomi diversi, oppure che uno stesso nome può avere significati diversi.
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