Il quadri farmaco: egli sostiene che l’uomo ha sempre a che fare con la paura, ci sono delle paure che tornano e che sono condivise da tutti, hanno quindi una radice esistenziale, Epicuro prova a trovare un rimedio a tutte:
- per gli Dei, aspetto tipico per i Greci e per tutti gli uomini, sostiene che loro pur essendoci non ci considerano;
- per la morte, da un punto di vista fisico per Epicuro significa la disgregazione degli atomi, egli non crede che l’anima sia immortale, ma quando avviene la disgregazione non lo percepiamo, quindi è inutile temere perché ciò di cui abbiamo timore è proprio la percezione, quindi sostiene: “Quando c’è la morte io non ci sono, quando io ci sono, non c’è la morte”:
-per il dolore, è diviso in due tipi, uno è molto forte, in questo caso deve essere per forza breve, altrimenti perdiamo i sensi o la vita, ma di ciò non dobbiamo avere paura come detto sopra, l’altro è meno forte, quindi è sopportabile;

- per la felicità perché non raggiunta da tutti, ma egli sostiene il contrario, ciò avviene purché si accetti di abbandonare i beni smodati (amore per successo, potere..) quindi il massimo è accontentarsi delle piccole cose, favorire l’amicizia, atarassia – imperturbabilità dell’anima.
Per Epicuro la vita è un banchetto dove possiamo acquistare tante cose, però ci deve portare verso l’equilibrio. Il piacere in quiete (catastematico, quando positivo) nasce dall’equilibrio, dove non c’è movimento. Il piacere in movimento nasce invece dalla gioia momentanea. L’amicizia nasce anche dall’utile (per Arist: utile, piacere, amore), ma ha un valore fondamentale, anche maggiore dell’amore

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