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Dinamiche relazionali


Perché questa importanza così rilevante viene riposta da Epicuro nell’amicizia? Perchè essa, pratica dell’amicizia, riesce a conciliare due fondamentali necessità della morale epicurea. Primo il nostro bisogno di sicurezza, secondo l’educazione dell’affettività da parte del piacere, e la chiave che le unisce è la riconoscenza. L’amicizia non è esterna ai nostri bisogni, anche se non esiste soltanto in vista del bisogno, perché allora l’esercizio della riconoscenza sarebbe inattivo. Se l’utilità esaurisse tutto il senso dell’amicizia, non la troveremmo se non quando i nostri amici ci aiutano, e non al solo pensiero che eventualmente potrebbero aiutarci. In Epicuro troviamo in qualche modo una riflessione nella direzione che l’amicizia verso chi ci ha fatto del bene rende possibile la nostra riconoscenza verso di lui. L’amicizia è il piacere più difficile, non è possibile verso i parenti, verso chi con cui mi voglio sdebitare. Tutti i servigi che giungono da queste categorie non suscitano in noi lo stesso sentimento (dovuti-compensatori). La riconoscenza che è elemento costitutivo dell’amicizia, un piacere che si avvicina di più all’assenza di turbamento, è un piacere molto difficile. Solo il saggio sa essere veramente riconoscente nei confronti degli amici sia presenti che assenti.
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