Mongo95 di Mongo95
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Comunità di filosofi


Si potrebbe giustamente e con ragione ritenere che nell’ottica di Epicuro di individualismo cosiddetto "socievole", l'essere umano si trova in cerca di un amico non per motivi autentici ma al solo scopo di ottenere la propria felicità, la quale si va a qualificare come il mezzo più alto per la felicità del singolo e non tanto un fine in senso vero proprio. Una sorta di egoismo camuffato da socialità vicendevole. Obiezione che però non è convincente, in quanto appare che il rapporto di amicizia acquisti per Epicuro sempre più valore, assumendo luce autonoma non più neanche subordinato al fine della felicità, valore per il quale è anche legittimo sacrificare porzioni della propria felicità personale.
Il peso preponderante attribuito all’amicizia non può non attenuare l’accusa di individualismo mossa ad Epicuro, e anche lo stesso invito epicureo di “vivere di nascosto” non va inteso come esortazione alla misantropia, ma piuttosto come invito a vivere appartati, privatamente, lontani dalle vicende e dai loro turbamenti, ma aperti all’amicizia e in costante rapporto con i propri simili in comune ricerca della felicità. Nel disprezzo epicureo per la massa, che non è una forma di misantropia vuota, ma piuttosto una ricerca di individui autentici con cui costruire una comunità di filosofi.
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