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Epicureismo

La vita di Epicuro

Abbiamo scarse notizie sulla vita di Epicuro e le informazioni che ci sono pervenute sono prevalentemente tratte da opere di altri autori. Questa scarsità di contenuti biografici ci porta a non definire un profilo esatto della personalità del filosofo.
Epicuro visse nacque nel 341 a.C. sull’isola greca di Samo e morì nel 270 a.C. ad Atene, città in cui fondò una scuola da cui si diffuse una corrente di pensiero che prese il suo nome.
Il luogo in cui si riunivano tutti i discepoli di Epicuro veniva chiamato “Giardino”, fondato nel 309, proprio perché consisteva in un edificio annesso ad un immenso giardino lontano dalla vita cittadina. Il metodo di insegnamento di Epicuro lo portava ad instaurare un rapporto di amicizia con i suoi allievi, anche se la scuola aveva una precisa scala gerarchica in base al livello culturale degli “studenti”. Inoltre, a differenza di tantissime altre istituzioni del mondo antico, al Giardino epicureo erano ammessi anche donne e schiavi senza alcuna discriminazione.

La filosofia

L’epicureismo è la corrente filosofica portata avanti da Epicuro a partire dal 306 a.C., ad Atene. La scuola epicurea si diffuse ben presto in tantissime città greche e successivamente, una volta conquistata la Grecia, anche nel mondo romano. Addirittura, la filosofia, che fino ad allora era stata ripudiata dalla cultura romana, adesso ne entra a far parte al punto da avere un boom di filosofi nella capitale. Tra gli epicurei latini più importanti va citato Lucrezio, che rimase in linea con l’insegnamento del fondatore.

Il pensiero epicureo si distingue in tre ambiti del sapere: logica, fisica ed etica. Il punto di partenza è la logica, perché fondamento di tutti i criteri per stabilire la verità.

Logica

La logica di Epicuro prende anche il nome di canonica (dal greco kanon “regola”) perché si occupava di trovare i canoni, ossia le regole per distinguere la verità dall’errore.
In passato Aristotele e Platone ritenevano che l’apparenza ingannava la mente e non era utile per fini razionali. Epicuro, rovesciando questa teoria, afferma che le sensazioni sono infallibili, perché dietro ogni sensazione c’è sempre un briciolo di verità così come la vediamo. Inoltre, queste sensazioni avvengono in modo spontaneo, indipendente dalla ragione, per cui è garantito che esse siano vere.
Alcune sensazioni restano poi impresse nella mente. Questi contenuti mentali vengono chiamati prolessi (dal greco prolepsis che in latino si traduce con anticipatio), perché ci permettono di anticipare quello che accade in certe situazioni.

Esempio: avendo visto più volte un gatto, vedendo un animale passeggiarmi di fronte sarò in grado di distinguere se si tratta di un gatto o di un altro animale, perché la mia mente guarda se ci sono analogie.
Per Epicuro non esistono opinioni assolutamente vere o false, ma non è escluso che siano prive di errori e quindi diventano inaffidabili. Facendo un parallelo fra le sensazioni e le opinioni si potrebbe avere un risultato errato. Soltanto delle nostre sensazioni possiamo fidarci ciecamente.
La gnoseologia epicurea non vuole diffondere verità complicate, ma semplici certezze per la vita.

Fisica

Per Epicuro la fisica non aveva lo scopo di dimostrare il comportamento dei fenomeni naturali, ma di fornire un supporto all’etica per aiutare le persone a vivere una vita lontana dalle paure.


Epicuro riprende la teoria atomista di Democrito servendosene per spiegare in una maniera alternativa alcuni eventi naturali e convincere le persone di alcune paure irrazionali.

Atomismo: ogni cosa che ci circonda è composta da atomi (dal greco atomos, privo di divisioni). Sono particelle minuscole che si aggregano formando un oggetto o un essere vivente, ma alla fine si dissolvono. Sono costantemente in movimento e, priva di aggregarsi, viaggiano nel vuoto. Se gli atomi si uniscono in ogni modo possibile, oltre al nostro esistono infiniti mondi in uno spazio infinito.

Finalismo: se gli atomi si aggregano casualmente, allora le creature non vengono create per uno scopo.

Determinismo: l’idea secondo cui gli eventi sono relazionati in una catena. Epicuro esclude questa teoria dicendo che, altrimenti, il futuro sarebbe prevedibile e la vita non avrebbe più un senso. Per negare il determinismo, Epicuro dice che gli atomi viaggiano nel vuoto senza sosta trascinati dal loro peso. Ogni tanto avviene, però, una deviazione casuale (clinamen) che fa declinare alcuni atomi facendoli aggregare. Quindi le cose esistono per una casualità e non perché qualcuno le ha volute in quel modo.

Per sostenere le sue idee sulle sensazioni, Epicuro parlò di effluvi. Legandosi alla teoria sugli atomi, Epicuro diceva che da ogni corpo si staccano di continuo piccole particelle di materia (eidola) che si diffondono nello spazio e vengono quindi percepiti dai sensi umani. La vista, quindi, è solo passiva perché capta ciò con cui si scontra.

Etica

Epicuro parla del piacere come lo scopo di una vita felice. L’uomo tende ad evitare il dolore e ad inseguire la serenità. Per farlo ha bisogno di completare la sua anima. Infatti, per Epicuro ci sentiamo infelici, abbiamo paura o siamo ansiosi ogni volta che ci sentiamo incompleti, sappiamo che manca qualcosa. L’amicizia diventa fondamentale perché l’anima serena ha bisogno di rapportarsi con qualcun’altro. Quando siamo felici di stare insieme ad altri, anche la felicità stessa è nelle nostre mani.

Filosofia: per Epicuro serve a curare l’uomo da tutti i suoi mali. Conoscere non vuol dire scoprire cose nuove riguardo la natura, ma sapersi auto controllare. Dato che la filosofia è sinonimo di conoscenza, il suo obiettivo è aiutare l’uomo a cacciare paura, ansia e depressione. L’ignoranza fa l’esatto contrario.

Morte: è un termine che usiamo per indicare il momento in cui la vita cessa di esistere per come la conosciamo. Epicuro dice che è irrazionale avere paura di morire. “Quando c’è la morte l’uomo non esiste; quando l’uomo vive, la morte non esiste”. Il male e il bene ci interessano solo mentre siamo in vita. Questa non deve durare chissà quanto, ma deve essere vissuta appieno e felicemente. Morendo, gli atomi del corpo e dell’anima si disfanno e tornano a vagare nello spazio, per cui non bisogna temere l’aldilà né gli dei i quali, ammesso che esistano, sono impegnati nei loro affari in un mondo lontanissimo, quindi hanno altro a cui pensare.

I desideri e i piaceri

Epicuro dice che il piacere non è una continua corsa verso il benessere, ma bisogna comprendere come essere soddisfatti in ogni momento, seguendo il desiderio catastematico, cioè fisso, stabile. Questo piacere si realizza quando si verificano queste condizioni:

 Assenza di sofferenze (aponia): cioè quando non si soffre di acciacchi vari.
 Assenza di turbamenti dell’anima (atarassia): non si ha paura degli dei, della morte, del dolore e non si aspira a trovare a tutti i costi la felicità.
 Assenza di desideri superflui.

Soddisfacendo i desideri sbagliati si giunge a paure e angosce irrazionali. Epicuro separa i desideri in:
 Desideri naturali e necessari: sono quelli per la sopravvivenza e allontano le sofferenze fisiche. Si tratta ad esempio della sete e del freddo;
 Desideri naturali e non necessari: Epicuro fonda qui l’utilitarismo, secondo cui bisogna calcolare se è giusto o no soddisfare alcuni desideri. Questa tipologia include quei desideri che danno qualche soddisfazione in più ma non devono essere eccessivi, come comprare bei vestiti ma non vestirsi solo con essi, oppure mangiare solo cibi prelibati;
 Desideri non naturali e non necessari: sono quei desideri che nocciono alla salute dell’animo, come ambire al potere o alla bellezza fisica per l’eternità.

Epicuro, inoltre, era consapevole che l’uomo è, per natura, un essere socievole, ma la società è così marcia da spingerlo a credere che l’isolamento sia la migliore soluzione al problema. Infine, considerava la politica come uno dei mali peggiori per la vita, perché non convince il popolo con tesi argomentate e si prefigge il bene comune come obiettivo sulla base delle elezioni popolari. Al contrario, la politica è un potere che sfrutta gli altri incutendo terrore e sottomissione, seminando la discordia.

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