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Anche sul piano della concezione morale Democrito assume una posizione originale. In essa comincia ad esprimersi una profonda crisi del modello della pòlis come orizzonte etico dell’individuo. Per Democrito,infatti, se si vuol vivere in piena tranquillità d’animo e raggiungere uno stato di felicità bisogna rifuggire da un impegno politico pieno, anche quando sembra che la sorte sia favorevole.
Obiettivo prioritario della condotta è la saggezza, cioè una forma stabile di equilibrio, di moderazione e di controllo dei propri atti. La felicità non si consegue con la conquista del potere o con l’accumulazione di ricchezze. Perché “è l’anima la dimora della nostra sorte”, dice il filosofo. E quindi a noi, alle scelte da noi compiute (non agli dei o alla cattiva sorte), che dobbiamo far risalire la responsabilità delle conseguenze dei nostri atti. Attraverso una direzione intelligente della condotta è con un livello adeguato di consapevolezza e di convinzione individuali è possibile costruire un nuovo codice etico. A questo l’individuo deve guardare come quadro ideale di riferimento per le proprie scelte. E deve farlo in una nuova condizione di solitudine, in quanto il sistema della pòlis non sembra più fornire le certezze di un tempo. Esso, infatti, comincia a entrare in crisi dopo aver toccato — nell’età di Pericle e in Atene -il suo apogeo.

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