Concetti Chiave
- Cratete, figura centrale del Cinismo, enfatizzò che il bene si trova nella povertà e nell'anonimato, distaccandosi da ricchezza e fama.
- La diatriba, sviluppata da Bione, è un dialogo etico e popolare che ha influenzato autori come Luciano di Samosata e la satira latina.
- Il Cinismo declinò nei due secoli finali dell'era pagana a causa di fattori politici e sociali, oltre alla perdita di vigore interno.
- I Romani rifiutavano la filosofia cinica, considerandola in contrasto con il loro senso etico e la virtù.
- Cicerone giudicò negativamente il Cinismo, ritenendolo opposto ai valori di riservatezza e pudore necessari per una vita onesta.
Cratete e la filosofia del Cinismo?
Una fra le figure più significative della corrente filosofica del Cinismo, oltre a Diogene è stato Cratete. Vissuto fino agli inizi del III secolo a.C., egli ribadì il concetto secondo cui la ricchezza e la fama non sono valori o beni da perseguire. Per il saggio, il bene è, anzi, costituito dalla povertà, dall’anonimato e dall’oscurità. Sappiamo che egli vendette tutto il suo patrimonio e che ne distribuì il ricavato ai concittadini; inoltre, Diogene lo convinse ad abbandonare i suoi campi al pascolo delle pecore e a gettare in mare il denaro che aveva. Consegnò il suo denaro ad un banchiere con la clausola che se i suoi figli fossero diventati filosofi, essi non lo ereditassero perché in tal caso non avrebbero avuto bisogno di nulla. Anche per Cratete il Cinico doveva essere apolide perché la Polis può essere facilmente assediabile e non può costituire un sicuro rifugio per il saggio. La vita che egli condusse con sua moglie, anch’essa aderente alla filosofia del Cinismo, fu totalmente di stampo “cinico”. La completa rottura con la società è dimostrata inoltre dall’episodio secondo il quale egli avrebbe dato la figlia in matrimonio in prova per trenta giorni.
La diatriba e l'influenza letteraria
Nel III secolo, operarono anche altri Cinici minori, fra cui Bione a cui si deve la codificazione della “diatriba”. La diatriba era una forma letteraria che nei secoli avrà molto successo. Si tratta di un breve dialogo, di carattere popolare e di contenuto etico, scritto con un linguaggio aggressivo. In pratica possiamo affermare che si tratta del dialogo socratico, con alcuni aspetti tratti dal Cinismo. Un altro Cinico fu Menippo le cui composizioni diventarono un modello letterario a cui, fra l’altro, si ispirò anche lo scrittore Luciano di Samosata, con i suoi dialoghi. La stessa satira latina di Lucilio o di Orazio si ispirò agli scritti dei Cinici i quali, appunto, “ridendo, castigant mores” (= scherzando, fustigavano le usanze).
Declino del Cinismo e critica romana
Negli ultimi due secoli dell’era pagana, il Cinismo cominciò a declinare fortemente, soprattutto per ragioni politiche e sociali oltre che per mancanza della consueta carica interna. Infatti, i Romani ripudiavano la dottrina e il modo di vita sostenuti dai Cinici, a causa del loro solido senso etico e della loro “virtus”. Il giudizio che Cicerone espresse a proposito del pensiero del Cinismo è molto significativo: egli affermò che il sistema dei Cinici avrebbe dovuto essere respinto in blocco, perché contrario all’ atteggiamento riservato e al senso del pudore, senza di cui, nella vita, nulla ci può essere di giusto e di onesto.
Domande da interrogazione
- Chi è Cratete e quale è il suo contributo alla filosofia cinica?
- Cos'è la diatriba e quale ruolo ha avuto nella letteratura cinica?
- Quali fattori hanno contribuito al declino del Cinismo?
- Qual è il giudizio di Cicerone sul pensiero cinico?
Cratete, una figura chiave del Cinismo, sostenne che la vera ricchezza risiede nella povertà e nell'anonimato, vendendo il suo patrimonio e distribuendo il ricavato. La sua vita, condivisa con la moglie, rifletteva i principi cinici, come dimostrato dal matrimonio della figlia in prova per trenta giorni.
La diatriba, codificata da Bione, è una forma di dialogo popolare e etico, caratterizzata da un linguaggio aggressivo. Essa ha influenzato notevolmente la letteratura, ispirando autori come Luciano di Samosata e la satira latina di Lucilio e Orazio.
Il declino del Cinismo, avvenuto negli ultimi due secoli dell'era pagana, è attribuibile a ragioni politiche e sociali, nonché alla mancanza di energia interna. I Romani, con il loro senso etico, rifiutavano la dottrina cinica, considerandola contraria ai valori di riservatezza e pudore.
Cicerone criticò il pensiero cinico, affermando che doveva essere respinto in blocco poiché contrario all'atteggiamento riservato e al senso del pudore, elementi essenziali per una vita giusta e onesta.