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Metodo --> Platone utilizzava un metodo problematico, cioè si pone continuamente delle domande senza arrivare mai a una risposta finale in quanto concepisce, come il suo maestro Socrate, la filosofia come un sapere dialogico che non ha mai una risposta definitiva. Aristotele utilizza invece un metodo più sistematico, incentrato sulle definizioni dei principi e delle verità. Aristotele, infatti, concepisce la filosofia come un sistema chiuso di certezze e principi. per lui è semplice speculazione razionale tanto che non lascia spazio alla discussione.
Realtà --> Platone concepisce la realtà in maniera verticale, cioè vede nella realtà due mondi, uno sensibile e uno sovrasensibile. quello sensibile è subordinato a quello sovrasensibile in quanto destinato al divenire quindi al mutamento. L'Essere risiede nel mondo sovrasensibile in quanto sia il mondo che l'Essere sono incorruttibili, trascendenti e astratti. Aristotele vede la realtà con una concezione unitaria in quanto ritiene che esista un solo mondo che è quello concreto. Esistendo un solo mondo che è concreto anche l'Essere è concreto e dentro ogni elemento costitutivo della realtà.

Conoscenza --> Come per la realtà, Platone ha una concezione verticale anche della conoscenza in quanto concepisce due forme di conoscenza: l'opinione e la scienza. La prima è subordinata alla seconda in quanto la scienza è direttamente collegata alle idee e l'opinione è mutevole. Aristotele ha una concezione orizzontale poiché, secondo la sua idea, non esistono conoscenze superiori ad altre. Per lui la filosofia non è una conoscenza suprema in quanto tutti gli aspetti della realtà meritano di esistere e hanno pari dignità gnoseologica. Questo perché ogni disciplina si occupa di un particolare aspetto della realtà.

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