La canonica (come canone, regola per eccellenza) è la dottrina della conoscenza, è anche gnoseologia ed è intesa come logica, ma non come Aristotele, è sempre un processo conoscitivo, che avviene tramite i sensi.
Secondo Epicuro gli atomi si muovono nello spazio e lasciano delle impronte su di noi, detti effluvi, che ci permettono di stabilire un’impronta nella memoria, che si rafforzano ogni volta che abbiamo un esperienza simile, poi, quando una di queste si avvicina, c’è una sorta di anticipazione o prolessi, che nasce da una prima forma di concetto in luce, come riflesso dell’esperienza, che abbiamo già avuto. Per Epicuro la sensazione è giusta e l’errore nasce quando non verifichiamo.

La gnoseologia stoica:
rappresentazioni -> sensazioni -> mano aperta.
assenso -> giudizio o atto con cui si dice si alle impressioni -> mano contratta.
rappresentazione catalettica -> concetto -> mano chiusa a pugno.

scienza -> il possesso del sapere -> le due mani strette l’una sull’altra.
La logica stoica è detta anche proposizionale, perché questa è basata su proposizioni; tali proposizione sono legate tra loro da connettivi ipotetici.
Questa logica non vuole indagare con l'intento di arrivare a scoprire qualcosa di nuovo, ma il suo scopo principale è quello di vedere come questi connettivi possono congiungersi e disgiungersi.
Questa, quindi, ha più a che fare con la grammatica e la semantica, vorrebbe giungere a capire il ruolo dei connettivi. Esempio:
Se c’è luce è giorno (lemma)
ma c’è luce (Assunzione)
dunque è giorno (Conclusione)
Ci sono cinque tipi di figure che vengono elencate. Questa logica da vita ad una nuova modalità, che non è basta sulla connessione tra i termini, ma tra le proposizioni.

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