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La canonica - Epicureismo

La canonica (da canon che significa “criterio”) diceva che la conoscenza era basata sui sensi : questa è la logica che si vuole trasformare in legge, che tenta di dettare delle regole per la ricerca della verità, ossia un vero e proprio canone, un qualche cosa, una sottospecie di bussola che permetta all'individuo di rendere più semplice e mirata la sua ricerca della felicità (individuale).
C’era rifiuto dell’innatismo platonico: si nasce vuoti, si è colpiti da atomi, si creano così le sensazioni e attraverso le sensazioni si conosce sempre di più. Questa è la teoria della conoscenza secondo Epicuro, ovvero il famoso sensismo. Il suo nome deriva dal fatto che ogni sorta di manifestazione della conoscenza e dovuta alle sensazioni ed esse si percepiscono grazie agli urti meccanici, la cui presenza rende verificato che tutte le sensazioni siano sempre inequivocabilmente vere. Esse infatti sono il primo criterio di verità perchè dalla verità stessa derivano. Sulla base delle sensazioni, gli uomini elaborano quelle cose che gli epicurei chiamano anticipazioni o prolessi, che consistono semplicemente nei concetti delle cose della realtà. Le sensazioni sono sempre vere e l’errore sta nell’esprimere precipitosamente un giudizio, che può portare l'individuo a una percezione sbagliata della realtà e quindi a una sofferenza anzichè alla felicità.

Come in Aristotele anche per gli epicurei la verità è uno dei primi indici che portano al raggiungimento dello scopo individuale, senza di essa il quadrifarmaco è totalmente inefficace e la necessità dell'esistenza della canonica è pertanto verificata.

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