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L'Ontologia naturalistica di Aristotele

Prima di esaminare le dottrine aristoteliche riguardanti ambiti particolari della realtà (fisica, etica, politica), ci soffermeremo su alcuni concetti fondamentali applicati da Aristotele in ogni disciplina e nell'indagine di ogni aspetto della realtà. Insieme alla riflessione su alcuni principi di valore universale, come il principio di non contraddizione, tali concetti costituiscono il nucleo fondamentale della «scienza dell'ente in quanto ente» o ontologia, che trova spazio principalmente negli scritti appartenenti alla Metafisica. Bisogna però dire che questi concetti furono elaborati da Aristotele nello studio della natura e nella spiegazione dei processi naturali e che il loro uso fu poi esteso a tutti gli enti, quindi anche a quelli non fisici. Da ciò deriva il carattere marcatamente naturalistico dell'ontologia aristotelica, che la distingue nettamente da quella platonica.

I molteplici significati di "ente"

Nella scienza dell'ente in quanto ente, un ruolo primario riveste la riflessione sui molteplici significati del termine "ente". Il mondo che ci circonda è estremamente vario: esso comprende persone, animali, piante, oggetti diversamente collocati nello spazio; ma anche colori, odori, suoni, sapori. Tutti questi aspetti della realtà sono per Aristotele cose esistenti ossia, nella terminologia aristotelica, enti. Participio presente del verbo essere, ente (on) può infatti dirsi di tutto ciò che è o esiste (è Le filosofie dell'Uno. Parmenide e la scuola di Elea, Enciclopedia filosofica: Essere/ente).

Così, noi possiamo affermare che un determinato uomo esiste e altrettanto legittimamente possiamo affermare che esiste un colore, per esempio il colore bianco di quello stesso uomo. Tuttavia, quando diciamo che esiste quell'uomo, intendiamo qualcosa di differente rispetto a quando diciamo che esiste il suo colore bianco, benché sia l'uomo, sia il colore bianco esistano e, quindi, possano essere entrambi a buon diritto definiti enti, cioè presi in considerazione come qualcosa di esistente. I significati che il termine "ente" può assumere sono dunque molteplici e Aristotele esprime questo concetto affermando che ente è un «pollachòs leg6menon», cioè «si dice in molti modi».

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