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Il lògos


I due frammenti che analizziamo costituivano quasi certamente l’inizio dell’opera Sulla natura di Eraclito, una raccolta di aforismi che inaugura una tradizione di pensiero destinata a trovare espressione anche in Pitagora, Parmenide ed Empedocle. Fondata sull’opposizione tra una sapienza quasi divinizzata e accessibile solo a pochi uomini (o a uno solo) e la condizione di ignoranza e inconsapevolezza tipica degli uomini comuni, questa tradizione fa appello a un linguaggio misterioso ed evocativo. Già in queste poche righe sembra in un certo senso sintetizzato il nucleo del messaggio di questo oscuro e affascinante pensatore.

Analisi

In questi frammenti Eraclito sottolinea la condizione di ignoranza e inconsapevolezza nella quale si trova a vivere la maggior parte degli uomini, equiparati numerose volte a “dormienti”; dall’altra egli riconosce che il principio universale che regola tutti gli accadimenti, cioè il lògos, è una realtà in qualche modo comune, nel senso che ogni uomo, se fa appello alla ragione universale che si trova in lui, è in grado di comprenderne il significato. Il fatto è che gli uomini sono portati a seguire percorsi individuali, rinchiudendosi in mondi privati, e allontanandosi così dalla ragione universale, che dovrebbe essere comune a tutti.

Stile

Non c’è dubbio che la scelta stilistica di Eraclito, che ricorreva ad aforismi scritti in una prosa complessa e retoricamente elaborata, non può considerarsi neutrale. Egli mirava, da una parte, a trasmettere l’idea che il suo sapere fosse profondo e quasi “divino”, e dall’altra a selezionare il lettore “autentico”, ossia quello in grado di comprendere il significato di parole a prima vista così oscure.

Lessico

Il termine chiave della riflessione eraclitea è lògos. Si tratta di una nozione complessa, dotata di numerosi significati, e che proprio in virtù di questa ambiguità semantica fu scelta dall’autore come parola-chiave del suo pensiero. Lògos indica infatti la natura profonda delle cose, le quali presentano una componente intimamente contraddittoria (vita-morte, quiete-movimento, gioventù-vecchiaia, giorno-notte); esso indica poi la legge dell’accadere degli eventi, ma anche il discorso rivelatore che esprime questa legge e perfino la ragione che è in grado di comprenderla.
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