pexolo di pexolo
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Concezione estetica di Aristotele

Sebbene da un punto di vista storiografico risulti ovvio che sia venuto prima Platone che Aristotele, dato che si tratta di autori vissuti migliaia di anni fa si tende a trascurare la ben più piccola differenza di anni che intercorre fra loro per mettere in rilievo come dietro a questi due nomi si delinei una biforcazione, una distinzione che li viene a rendere in un certo senso contemporanei. Contrariamente al suo maestro, per Aristotele il concetto preminente è senz’altro quello di arte, considerata come una techne (tecnica, arte, il “fare bene qualcosa”, l’abilità di portare a compimento una cosa→possedere una tecnica=conoscere come qualcosa può essere realizzato in maniera compiuta), in netta opposizione al concetto platonico di Bello, che è un’idea: questa distinzione è di fondamentale importanza perché fa capire in che modo Hegel operi una sintesi fra questi due punti di vista; egli non fa mai un riferimento diretto a questi due pensatori, ma risulta evidente come le due tradizioni costituiscano lo sfondo dell’opera hegeliana. Aristotele cerca, come Platone, una sintesi fra universale e particolare, che non ritrova nel Bello ideale ma in una tecnica generale: nella sua concezione di bellezza, egli sostituisce al primato platonico dell’ispirazione quello della realizzazione tecnica. Se la storia dell’estetica che si sviluppa sulla linea di Platone evidenzia l’aspetto geniale, ispirativo ed irrazionale, quella che segue la linea aristotelica privilegia il lato razionale, tecnico proprio nel portare a compimento un’opera, un lavoro; da Aristotele, infatti, muovono tutte quelle teorie razionaliste di un’arte che può essere insegnata ed imparata, quale tecnica (l’artista non differisce granché dall’artigiano→la cui netta differenziazione si è avuta soltanto in seguito al Romanticismo, al 1500, in cui riprende il sopravvento una concezione estetica di derivazione platonica). Tuttavia, secondo Hegel, essi rimangono strettamente legati per il concetto di mìmesis (imitazione): entrambi fondano un’estetica basata sull’imitazione di qualcosa, da un punto di vista ideale in un caso, tecnico nell’altro; il tentativo di definire una «bella arte» avviene proprio a partire da questa idea.

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