Concetti Chiave
- La filosofia e la poesia non risolvono i problemi, ma offrono soluzioni illusorie che possono consolare e rendere più accettabili le difficoltà della vita.
- Il concetto di cosmologia esplora l'ordine delle cose nel mondo e invita gli individui a scoprire e comprendere la realtà che li circonda.
- Anassimandro descrive la realtà come un ordine rigido, in cui ogni evento è necessario e le ingiustizie possono essere riequilibrate dal tempo.
- L'immanentismo e il materialismo affermano che la realtà può essere spiegata senza un principio trascendente, contrariamente all'ideologia democratica che richiede un elemento spirituale.
- La poesia affronta le problematiche socio-religiose cercando di trovare un equilibrio tra ordine e disordine attraverso diverse forme narrative.
Filosofia: deriva dal greco, amore della sapienza
Sapiente: il sapiente (sophos) è colui che sa risolvere i problemi di volta in volta più importanti.
Tradizione: portare avanti una cosa nel tempo (il natale).
Mito: narrazione evento passato
Logos: comunicazione razionale
Isonomia: eguaglianza di fronte alla legge.
Archè: principio di ordine.
Cosmos: ordine Chaos: disordine
Movimento: passaggio dall’essere al non essere e viceversa.
Cangiante: ciò che cambia.
Poesia: comunicazione narrativa.
Il ruolo della poesia
La problematica oggetto della poesia è la problematica socio- religiosa (ossia il rapporto tra cosmos e chaos) e ha come scopo trovare l’ordine. Soluzione piano formale: con diversi suoni e stabilità ritmica del verso, contiene in sé sia ordine che disordine: le diversità tra le varie parti creano disordine, che viene meno quando le varie parti si ripetono secondo uno schema fisso.
Soluzione dal piano contenutistico, ci sono tre possibili soluzioni: conflitti sociali di pace o guerra (epica), rivalità individuali e dialoghi (tragedia), conflitti interiori tra religione e passione (lirica).
Cosmologia e natura
Cosmologia: scienza intesa come un’indagine sulla natura (physis) cioè sull’ordine (cosmos) delle cose soggette al divenire dallo stupore/ terrore (thauma) per lo spettacolo multiforme e cangiante del mondo (fenomeno), allo scopo di comprenderne il principio (archè). Lo Spettacolo multiforme e cangiante del mondo è un problema perché porta le persone al voler scoprire, studiare, comprendere ciò che li circonda. Questo atteggiamento però porta alla consapevolezza dell’esistenza dei problemi: finché gli individui considerano “normale” tutto quello che li circonda non vedranno i problemi come un intralcio alla loro sopravvivenza, ma come qualcosa che non deve essere eliminato perché è sempre stato così, e così deve essere. Lo spettacolo attraverso una metafora proietta il problema alla natura, facendo si che io possa vedere la natura come una soluzione.
Soluzioni filosofiche
La filosofia, come la poesia, non risolve i problemi, ma il più delle volte si rifugia in soluzioni illusorie. Essa è consolante perché ti offre un’apparente calma, qualcosa di illusorio che allontana da me il problema e lo rende più facile da accettare.
Immanentismo e materialismo
Soluzione immanentista/materialista l’insieme delle parti (materia) spiega da solo tutta la realtà, in quanto è capace di darsi da sé un ordine (forma) senza bisogno di nulla di trascendente/spirituale. Immanentismo: tesi secondo cui la realtà per essere spiegata non ha bisogno che intervenga un principio d’ordine trascendente esterno/sacro. Materialismo: tesi secondo cui la realtà si spiega unicamente a partire dall’insieme delle parti. L’ideologia democratica presuppone dei minimi che vanno al di fuori della materia ed esigono un essere trascendente, ed è contraria alla soluzione immanentista/materialista. L’acqua di Talete, l’aria di Anassimene e l’apeiron di Anassimandro hanno in comune la funzione di portare all’indifferenziato (chaos). I contrari nel combinarsi determinano gli elementi e questi in seguito si trasformano. Il problema sta nel far nascere dall’indifferenziato le differenze. L’uomo che si differenzia dagli altri trae un posto nella società.
Il tempo e l'ordine
Nell’antichità, il tempo era concepito come una realtà ciclica che ha un inizio e una fine. E grazie al tempo che consente agli eventi di riequilibrarsi cancellando le ingiustizie. Apeiron: deriva dal greco e significa senza limite o infinito. L’ordine che ne deriva consente l’ingiustizia perché per riparare il male delle differenze tutti gli esseri viventi devono morire e in tal modo fai ritorno all’unità della natura. Tutti gli esseri attraverso la morte espiano l’errore commesso alla nascita cioè separandosi dall’infinito. L’elemento consolatorio di Anassimandro è il tempo in quanto capace di riequilibrare la reciproca ingiustizia degli eventi.
Anassimandro e l'ingiustizia
Secondo Anassimandro la realtà degli individui ha un’origine e una fine, e la fine coincide con l’origine. L’origine degli esseri viventi viene detta ingiustizia e deve essere pagata per rimediare l’errore commesso nascendo. La realtà è considerata come un ordine rigido in cui ogni evento è necessario (non può essere diverso da com’è). Se una cosa è necessaria non c’è motivo di protestare, se tutto è necessario la violenza non esiste.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della filosofia secondo il testo?
- Come si relazionano poesia e problematica socio-religiosa?
- Qual è il ruolo della cosmologia nella filosofia?
- In che modo Anassimandro concepisce il tempo e l'ingiustizia?
- Qual è la differenza tra immanentismo e materialismo secondo il testo?
La filosofia, derivante dal greco, significa "amore della sapienza" e si occupa di risolvere problemi sempre più importanti, come evidenziato nel concetto di sapiente (sophos).
La poesia affronta la problematica socio-religiosa, cercando di trovare ordine tra cosmos e chaos, utilizzando forme e contenuti che riflettono conflitti sociali, rivalità individuali e conflitti interiori.
La cosmologia è un'indagine sulla natura (physis) e sull'ordine (cosmos) delle cose, spinta dallo stupore per il mondo, e mira a comprendere il principio (archè) che regola il divenire.
Anassimandro vede il tempo come ciclico, capace di riequilibrare le ingiustizie, dove la fine coincide con l'origine, e ogni errore commesso alla nascita deve essere espiano attraverso la morte.
L'immanentismo sostiene che la realtà si spiega senza un principio d'ordine trascendente, mentre il materialismo afferma che la realtà deriva unicamente dall'insieme delle parti, senza necessità di elementi spirituali.