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Concetti Chiave

  • Agostino, nato a Tagaste nel 354 d.C., sviluppa un'importante opera autobiografica, le "Confessioni", in cui critica la sua vita disordinata.
  • Dopo una serie di esperienze filosofiche, tra cui l'influenza di Cicerone e il manicheismo, si avvicina al cristianesimo grazie al vescovo Ambrogio.
  • La filosofia agostiniana pone l'accento sul rapporto tra anima e Dio, sostenendo che conoscere l'anima è essenziale per conoscere Dio stesso.
  • Agostino afferma che il dubbio è un mezzo per arrivare alla verità, sottolineando l'importanza di avere principi indubitabili come la propria esistenza.
  • La dottrina dell'illuminazione di Agostino descrive come Dio trasmetta la verità alla mente umana, distinguendo tra credenti e non credenti nella loro ricerca della verità.

Indice

  1. Infanzia e formazione di Agostino
  2. Conversione e influenze filosofiche
  3. Ritorno in Africa e opere principali
  4. Filosofia dell'anima e di Dio
  5. Fede e ragione secondo Agostino
  6. Introspezione e psicanalisi moderna
  7. Il dubbio e la verità
  8. Dottrina dell'illuminazione
  9. Ontologia e attributi di Dio

Infanzia e formazione di Agostino

Agostino nasce a Tagaste nel 354 d. C., da padre pagano e madre cristiana. Egli coltiva gli studi classici, e in modo particolare si focalizza sulla grammatica. Nella sua opera più importante, le “Confessioni”, volge una sorta di critica a se stesso per la sua vita dispersa e disordinata.

Conversione e influenze filosofiche

Agostino inizia a rivolgere il suo interesse per la filosofia in seguito alla lettura dell’Ortensio di Cicerone, opera andata perduta.

Nel 374 aderisce alla setta dei manichei, per poi rendersi conto, focalizzandosi anche sugli scritti di Aristotele, dei dubbi che il manicheismo portava con sé, dubbi che nemmeno il più famoso manicheo dei suoi tempi riusciva a risolvere.

A 29 anni Agostino si sposta a Roma, dove insegna retorica.

Dopo un anno si trasferisce a Milano, e qui il vescovo Ambrogio sarà determinante per lui e per la maturazione del suo pensiero. Avvicinandosi anche al neoplatonismo e a Plotino, Agostino comprende il suo definitivo orientamento.

Ritorno in Africa e opere principali

Nel 386 si ritira dall’insegnamento in una villa nei pressi di Milano.

Nel 387 Agostino viene battezzato da Ambrogio e comprende che deve tramandare la sapienza cristiana anche nella sua patria. Ma nei giorni prossimi al viaggio di ritorno in Africa, sua madre Monica, la quale lo aveva seguito in tutti i suoi spostamenti da Roma a Milano e alla quale Agostino era molto legato, muore.

Agostino, infine, dopo essere stato ordinato prete a Tagaste, muore nel 430.

Le opere principali del filosofo cristiano sono le Confessioni e La città di Dio.

Filosofia dell'anima e di Dio

Per la prima volta nella storia della filosofia, emerge in maniera così dirompente il rapporto tra l’uomo e se stesso. Agostino dichiara infatti di non voler conoscere altro che l’anima e Dio.

L’anima, secondo Agostino, rappresenta l’uomo interiore nella verità della sua natura, mentre Dio è trascendenza, è l’essere a cui non si può attingere attraverso la realtà sensibile, ma attraverso un’esperienza interiore; conoscere l’anima, dunque, significa anche conoscere Dio.

Vi sono analogie tra il pensiero agostiniano e il pensiero platonico, in quanto il filosofo cristiano effettua vari richiami a Plotino nelle sue opere. Nonostante le analogie, una differenza sostanziale tra platonismo e Agostino è che se secondo i platonici l’atteggiamento dell’introspezione era un privilegio del saggio, secondo Agostino può essere fatto proprio da ogni uomo.

Fede e ragione secondo Agostino

Per Agostino, conoscere Dio equivale a conoscere l’anima. Da qui si intende come fede e ragione siano due facce della stessa medaglia. Esiste un forte rapporto tra fede e ragione, rapporto sintetizzato dalle due proposizioni “Crede ut intelligas” (credi per capire) e “Intellige ut credas” (capisci per credere). Con la prima frase, Agostino ci dice che per fare filosofia e per ragionare abbiamo bisogno di credere e di avere fede, in quanto il punto di partenza della filosofia è dato da una serie di principi di cui non si può dubitare. Con la seconda frase, invece, ci dice che per credere (esperienza data dalla fede) abbiamo bisogno di capire, e per capire non si intende l’accogliere determinate conoscenze, ma il filosofare in senso lato.

Introspezione e psicanalisi moderna

Agostino si strugge, e questo struggimento viene a galla in modo particolare nelle “Confessioni”, in quanto egli si sente meno nell’adempimento dei propri doveri . È qui che Agostino cerca di esplicitare a se stesso il suo rapporto con Dio, attraverso una forte introspezione e capacità di analisi interiore. Agostino viene ripreso costantemente nella filosofia moderna perché ha fornito le fondamenta per la costruzione analitica e rigorosa della psicanalisi. Il suo filosofare riguardo Dio e l’anima, dunque, è interpretabile come una sorta di moderno flusso di coscienza.

Agostino, pur ereditando molto dagli scettici , ne ricava una ferma e aspra critica.

Il dubbio e la verità

Il dubbio, secondo Agostino, è lo strumento tramite il quale si arriva alla verità, e prima di essere un atteggiamento filosofico, è un atteggiamento intellettuale. Ma non si può dubitare di tutto. Anche secondo Agostino, infatti, ci sono dei principi (da cui si snoda ad esempio la conoscenza) di cui non si può dubitare, e ci fornisce un pratico esempio: la nostra esistenza è indubitabile, in quanto, anche se ne dubitiamo e ci inganniamo su di essa, dobbiamo per forza esistere. Il dubbio inoltre contiene già un po’ di verità, in quanto se si dubita di una cosa, necessariamente e allo stesso tempo si considera veritiera un’altra cosa. Dire “il dubbio contiene verità”, però, non è la stessa cosa che dire “l’umano è verità”, in quanto la verità, essendo perfetta, non cerca se stessa. La verità, dunque, non può essere che Dio.

Dottrina dell'illuminazione

Non essendo l’uomo verità, e non possedendola, essa gli viene tramandata da Dio secondo la dottrina agostiniana dell’illuminazione. Tale dottrina prevede l’intervento di Dio, verità immutabile e sede dei modelli eterni (le idee), a illuminare la mente dell’uomo, fornendole i criteri di giudizio (le idee) che gli permetteranno di conoscere e di attingere alla verità. La verità, dunque, non è la ragione, in quanto la ragione è umana, ma è la legge della ragione. Se la ragione è superiore alle cose che giudica, la legge della ragione è ancora superiore alla ragione, e non può appartenere che a Dio. La verità non si trova nelle cose giudicate, ma nella luce divina nell’uomo che le giudica. Secondo Agostino, il rinchiudersi nella propria interiorità permette di aprirsi a Dio. Nonostante l’apertura verso Dio e l’introspezione, l’uomo non riuscirà mai a comprendere pienamente la verità, in quanto Dio trascende l’uomo.

Nonostante l’accessibilità di tale dottrina a qualunque essere umano (e non solo ai credenti), se l’ateo riconosce semplicemente la verità, il credente riconosce il fondamento di tale verità in Dio, ed è questo che lo distingue dagli altri uomini. Agostino, inoltre, propone un lavoro sinergico tra sensazioni e ragione. Noi siamo umani, ed essendo umani conosciamo la realtà che ci circonda tramite sensazioni, che solo la ragione associa e giudica con criteri assoluti (dettati da Dio). L’illuminazione avviene anche negli atei, in quanto la realtà è oggettiva per tutti, ma il credente riconosce il fondamento della verità in Dio.

Ontologia e attributi di Dio

Per quanto riguarda l’ontologia, Agostino riconosce 2 tipi di essere: i corpi e la natura. I corpi raggruppano le entità fisiche poste nello spazio e nel tempo, mentre la natura comprende tutto il creato, e in quanto tale, comprende sia le cose corporee che incorporee e spirituali. La nozione di “sostanza” viene utilizzata da Agostino per rivolgersi sia ai corpi che alla natura, indistintamente, mentre utilizza la nozione di “essenza” per indicare Dio, in quanto egli è sostanza solo in senso improprio. La sostanza viene infatti creata, e per esistere deve appoggiarsi a qualcosa; Dio non ne ha bisogno ed è dunque essenza, oltre ad essere l’essere sommo.

I 3 attributi fondamentali di Dio sono: essere, verità e amore.

I primi due vengono spiegati con l’identificazione agostiniana della verità con Dio, cercata nella nostra coscienza.

Il terzo attributo viene invece spiegato con la concretizzazione della ricerca di Dio. Egli è infatti amore, e come si rivela sotto forma di verità soltanto a chi cerca la verità, si rivela sotto forma di amore soltanto a chi cerca l’amore e ne fa un bisogno. L’amore divino (o lo Spirito Santo) è la condizione che porta l’uomo non solo verso se stesso e verso Dio, ma anche verso l’altro uomo. Amare l’altro uomo, dunque, significa amare Dio, e quindi amare l’amore.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della figura di Ambrogio nella vita di Agostino?
  2. Ambrogio, vescovo di Milano, gioca un ruolo cruciale nella maturazione del pensiero di Agostino, influenzandolo profondamente e guidandolo verso la sua conversione al cristianesimo, culminata con il battesimo nel 387.

  3. Qual è l'importanza della figura di Ambrogio nella vita di Agostino?
  4. Ambrogio, vescovo di Milano, gioca un ruolo cruciale nella maturazione del pensiero di Agostino, influenzandolo profondamente e guidandolo verso la sua conversione al cristianesimo, come evidenziato nel testo.

  5. Come si relazionano fede e ragione nel pensiero agostiniano?
  6. Agostino sostiene che fede e ragione siano interconnesse, esprimendo questa relazione con le frasi “Crede ut intelligas” e “Intellige ut credas”, indicando che per comprendere Dio e la verità è necessario un equilibrio tra credere e capire.

  7. Come si relazionano fede e ragione secondo Agostino?
  8. Agostino sostiene che fede e ragione sono interconnesse, esprimendo questa relazione con le frasi “Crede ut intelligas” e “Intellige ut credas”, che indicano come la fede sia necessaria per comprendere e viceversa.

  9. Qual è il ruolo del dubbio nella ricerca della verità secondo Agostino?
  10. Agostino considera il dubbio come uno strumento fondamentale per arrivare alla verità, affermando che, sebbene non si possa dubitare di tutto, il dubbio stesso contiene già un elemento di verità, poiché implica una riflessione critica.

  11. Qual è il significato del dubbio nella filosofia agostiniana?
  12. Per Agostino, il dubbio è uno strumento per arrivare alla verità, ma non si può dubitare di tutto; esistono principi indubitabili, come la nostra stessa esistenza, che guidano la ricerca della verità.

  13. In che modo Agostino distingue tra sostanza ed essenza in relazione a Dio?
  14. Agostino definisce la sostanza come ciò che è creato e che necessita di appoggio, mentre Dio è considerato essenza, essendo l'essere sommo che non ha bisogno di nulla per esistere, rappresentando così la verità e l'amore.

  15. In che modo Agostino concepisce la dottrina dell'illuminazione?
  16. Agostino propone che la verità venga trasmessa da Dio all'uomo attraverso l'illuminazione, permettendo alla mente di attingere alla verità, che è superiore alla ragione umana, come descritto nel testo.

  17. Qual è la dottrina dell'illuminazione di Agostino e come si applica all'uomo?
  18. La dottrina dell'illuminazione afferma che la verità viene trasmessa da Dio all'uomo, che, attraverso l'introspezione e la ragione, può accedere a questa verità. Anche gli atei possono riconoscere la verità, ma solo i credenti ne comprendono il fondamento in Dio.

  19. Quali sono gli attributi fondamentali di Dio secondo Agostino?
  20. Agostino identifica tre attributi fondamentali di Dio: essere, verità e amore, sottolineando che la verità è identificata con Dio e che l'amore divino è essenziale per la relazione tra l'uomo e Dio, come spiegato nel testo.

Domande e risposte

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