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Fibre tessili artificiali

I precursori della oggi fiorente industria delle fibre artificiali furono lo svizzero Audemars (1855: brevetto per la trasformazione di una soluzione di nitrocellulosa in filamenti, chiamati seta artificiale); il francese Ozanam (1862: impiego delle prime filiere per la produzione di tale fibra); l’inglese Swan (1883: brevetto per la produzione di filamenti ottenuti da una soluzione di collodio in acid^ acetico) ed infine il francese Ilario di Chardonnet che, iniziati i primi tentativi di fabbricazione della seta artificiale nel 1878, nel 1884 la brevettava (secondo il processo alla nitrocellulosa, che dava un prodotto setoso di bell’aspetto, ma con fili piuttosto rigidi, di scarsa resistenza e facilmente infiammabili) e fondava la prima industria di fibre chimiche a Besangon.

Mentre il Chardonnet tentava di superare le difficoltà iniziali della produzione, si presentava alla ribalta un altro processo, quello al cuprammonio, che offriva una fibra migliore e non infiammabile. A questo seguiva il processo alla viscosa, cui è legata la prima grande espansione delle fibre chimiche, grazie soprattutto al suo costo moderato.
Ultimo in ordine di tempo è stato il processo all'acetato di cellulosa, che fornisce pure un prodotto ottimo, ma di costo leggermente più elevato di quello alla viscosa. Alle fibre cellulosiche suddette si sono poi aggiunte quelle proteiche: prima fra tutte il lanital, oggi detto merinova, ottenuto nel 1936, ad opera del Ferretti, dalla coagulazione in bagno acido della caseina del latte.
Proseguendo la loro ormai inarrestabile ascesa, le fibre chimiche sono divenute completamente sintetiche (ricavate cioè dalla sintesi di elementi semplici e non già dalla trasformazione di prodotti naturali, quali la cellulosa e la caseina), e nella loro gamma ogni giorno più vasta (fibre poliammidìche, poliacriliche, poliesteri, poliviniliche, ecc.) riescono a soddisfare le più disparate esigenze tessili dei consumatori.
La tecnologia delle fibre artificiali e sintetiche comprende, in linea generale e salvo le variazioni legate all’origine ed alla natura di ciascuna, alcune operazioni fondamentali:
—preparazione della materia prima (a seconda dei casi: cellulosa, caseina, resine sintetiche ...);
— sua fluidificazione e filatura',
—coagulazione dei fili e loro avvolgimento.
Le fibre sintetiche subiscono inoltre il cosiddetto stiro, che consiste in un allungamento irreversibile, il quale ne modifica la struttura interna e talune proprietà chimiche, come l’affinità per i coloranti.
La merinova
indicata all’epoca della sua comparsa col nome di lanital, è una fibra simile alla lana ottenuta dalla più importante sostanza proteica contenuta nel latte: la caseina.
Ha avuto durante l’ultima guerra una vasta diffusione come surrogato della lana naturale. Oggi viene prodotta in larga misura sotto forma di fiocco, da miscelare ad altre fibre per ottenere tessuti misti.
La si produce, come s’è detto, partendo dalla caseina, che si ottiene facendo coagulare il latte scremato e scolandone poi via il siero.
La sostanza pastosa rimasta viene quindi sottoposta a bagni chimici solventi, di filatura, di fissaggio e passata attraverso speciali filiere.
Si ottiene così una fibra leggera, fioccosa, simile a quella della lana persino nella reazione alla fiamma (anche se molto inferiore per morbidezza e resistenza), usata per abiti e maglierie e nella fabbricazione di misti d’ogni specie.

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