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Il raion

Fibra artificiale simile alla seta naturale, può essere realizzato, come abbiamo già visto, secondo diversi procedimenti: al cuprammonio, alla viscosa, all’acetato, e sfruttando materie prime diverse: peluria dei semi di cotone (linters); cellulosa di pioppo, abete, betulla, canna.
Le fibre ottenute con questi tre processi sono tutte genericamente denominate raion; ma ciascuna varietà è contraddistinta da un preciso nome commerciale; ad esempio: Bemberg (raion al cuprammonio), Albene e Rhodia (all’acetato), Vibren e Viscol (alla viscosa), ecc.
La produzione italiana delle fibre cellulosiche è notevolissima, sia per quanto riguarda la quantità che la qualità della fibra. Il raion viscosa, maggiormente prodotto perché meno costoso e più largamente impiegabile, si ottiene dalla lavorazione della cellulosa del pioppo, dell’abete, della betulla ed anche della paglia e della canna.
La cellulosa, purificata dai residui legnosi e pressata in cartoni, viene sottoposta ad un complesso ciclo di operazioni, che la trasformano dapprima in una combinazione sodica (alcali-cellulosa) e, dopo frantumazione, stagionatura ed ulteriore trattamento con solfuro di carbonio, in xantogenato di cellulosa. Quest’ultimo, sciolto nella soda, dà una sostanza di consistenza sciropposa : la viscosa, che è il materiale filabile.

Anche la viscosa è lasciata maturare per un certo tempo, poi viene fatta passare attraverso filiere di oro o di platino immerse in un bagno coagulante.
Dal bagno escono filamenti sottili, lucenti più della seta naturale; ma meno flessibili e resistenti, che possono essere direttamente tessuti oppure tagliati di determinate lunghezze, per formare il cosiddetto fiocco di raion.
Quest’ultimo prodotto a fibra corta, lavorato insieme a cotone, lana, seta naturale, dà origine ad un’infinita varietà di tessuti misti.
Il procedimento al cuprammonio (da cui si ottiene il notissimo bemberg) è più semplice del precedente. In esso la soluzione pastosa filabile è preparata sciogliendo i linters o la cellulosa purificata in un bagno cuproammoniacale (soluzione acquosa di rame ed ammoniaca).
Il prodotto ottenuto viene filtrato e fatto passare attraverso ad una filiera immersa in acqua calda. I filamenti subiscono una successiva, totale solidificazione in bagno acido e da questo passano ai trattamenti finali: lavaggio, essiccazione, tintura, ecc.
I tessuti di raion per abiti, biancheria, maglieria, calze, passamanerie, arredamento meritano una giusta considerazione perché sono di prezzo accessibile, di bell’aspetto, di discreta resistenza e di vastissimo assorti-mento.
Tuttavia, per non incorrere in frodi al momento dell’acquisto, è bene ricordare che è facile distinguere un tessuto di raion da uno di seta naturale sottoponendolo alla prova della fiamma. Il raion infatti, come la cellulosa dalla quale è stato ottenuto, brucia rapidamente, senza odori caratteristici e con uno scarso residuo di cenere grigia e leggera. La seta si comporta, come s’è visto, molto diversamente.

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