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Crisi energetica nel XX secolo


Sin dall’inizio della guerra dello Yom-Kippur, la maggior parte dei paesi arabi si schierò a sostegno di Egitto e Siria stabilendo:
•un aumento del 70% del prezzo del petrolio;
•diminuzione della produzione;
•blocco delle esportazioni dei paesi dell’OPEC verso USA e Paesi Bassi fino a Gennaio 1975.
Dunque, i Paesi dell’Europa Occidentale furono costretti ad introdurre provvedimenti per diminuire il consumo di petrolio e ad evitare gli sprechi (Austerity).

Tale crisi energetica trovava le sue fondamenta in due eventi verificatisi durante l’inizio della seconda metà del XX secolo: la crisi di Suez e la cosiddetta «Guerra dei sei giorni».
La crisi di Suez concise con l’occupazione militare del canale di Suez da parte di Francia, Gran Bretagna ed Israele, a cui si oppose l’Egitto. La crisi si concluse quando l’unione sovietica minacciò di intervenire al fianco dell’Egitto e degli Stati Uniti. Temendo l’espandersi del conflitto, francesi, britannici e israeliani ritirarono le proprie forze. Il canale di Suez era una zona neutrale sotto la protezione britannica. Esso costituiva una via principale per il trasporto del petrolio dal golfo persico verso l’Europa.
La crisi di Suez del 1956 aveva lasciato un forte clima di tensione in Medio Oriente. L'Egitto accettò il dislocamento di una forza di emergenza delle Nazioni Unite con lo scopo di mantenere la situazione sotto controllo. Tale clima di tensione non era però aiutato dalle forti ambizioni politiche e militari di Nasser, l’allora presidente egiziano, il quale collocò le proprie truppe sul Sinai, ottenendo il ritiro delle forze dell’ONU. Nasser, con l’appoggio cauto dell’URSS, aveva intanto intensificato la sua propaganda anti-israeliana, e si dichiarava pronto a muovere guerra su Israele. Il 5 Giugno, primo giorno di conflitto, i raid aerei israeliani, aiutati dagli Stati Uniti, avevano messo in ginocchio le forze aeree di Siria ed Egitto. La presa degli Stretti di Tiran e il rischio di una possibile conquista del canale di Suez, convinsero Nasser a dichiarare qualche giorno dopo l’accettazione del cessate il fuoco richiesto dall’ONU.
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