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Correlazione tra produttività e potenza energetica


In ambito ingegneristico occorre evidenziare l’analogia esistente tra produttività e potenza. Una recente innovazione in ambito energetico, in particolare, ha consentito di introdurre un vettore energetico intermedio: l’uso finale non è direttamente collegato alla fonte e la trasformazione energetica può avvenire in una località diversa da quella in cui la fonte è collocata (vantaggio logistico).

Il vettore elettrico possiede diversi vantaggi: controllabilità, facilità del trasporto, qualità della conservazione, utilizzo dell’energia nucleare.
CP= TPES/POP (Consumo Procapite=Total Primary Energy Supply/Popolazione)
EI=TPES/GDP (Energy Intensity= Total Primary Energy Supply/Gross Domestic Product)
toe=tep= t oil eq
Intensità energetica i=W/q dove W è l’energia utilizzata per produrre la quantità q.
Produttività p=q/t dove q è la quantità prodotta nel tempo t.
Potenza P=W/t. Considerando che q=W/i —> p=(1/i)P
Quindi, per aumentare la produttività bisogna aumentare la potenza P oppure diminuire l’intensità energetica i. Tramite le innovazioni avvenute nel tempo è stato possibile passare dalla fonte all’uso non più direttamente, bensì passando attraverso diversi vettori energetici. Nel corso del tempo, l’energia elettrica è diventata il vettore energetico preferito poiché può essere destinata a tutti gli scopi (meccanico, termico, luminoso ed energetico).
A partire dal 1942 subentrò anche la fissione nucleare. Quest’ultima produce energia termica, a sua volta trasformata in energia meccanica e, poi, in energia elettrica.
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