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Crisi energetica e inquinamento durante l’età medievale


Il legname era molto importante sia dal punto di vista energetico sia per la produzione di beni e materiali. Durante il basso medioevo, tra il 1000 e il 1300, grazie al periodo di pace e alla fine della peste, si verificò una grande crescita demografica, la quale ovviamente richiedeva l’utilizzo di un’ingente quantità di energia. Tale processo diede vita alla prima crisi energetica: la domanda superò di gran lunga l’offerta e ciò determinò il drastico aumento del prezzo del legno. Per far fronte alla richiesta sempre maggiore, diverse foreste furono completamente rase al suolo, in modo da aumentare la superficie delle terre arabili e dei pascoli e, soprattutto, per usufruire del legno tagliato, principale combustibile sia per uso domestico sia per uso industriale. Il legno, infatti, era indispensabile per la costruzione delle case, dei mulini ad acqua e a vento, dei ponti ecc.( Ad esempio, per ottenere 5 kg di ferro occorrevano 25 m^3 di legno). Si è stimato che in soli 40 giorni, una carbonaia potesse disboscare un’intera foresta. Di conseguenza, il legno divenne un materiale raro e prezioso. Per questo motivo esso fu gradualmente sostituito dal carbone, forte fonte di entrate economiche ma, anche, di inquinamento. Il carbone, infatti, da un lato aiutò a limitare il disboscamento, ma dall’altro contribuì ad aumentare l’inquinamento atmosferico.
Londra fu nominata la «città dello smog», essendo la prima città al mondo a soffrire per l’inquinamento atmosferico. In alcune città dell’Inghilterra venne anche emesso un decreto per limitare la combustione del carbone.

Nel Medioevo, oltre l’inquinamento atmosferico, fu rilevante anche l’inquinamento acustico. Nelle vicinanze delle fabbriche, era infatti rilevabile il baccano delle forge e delle incudini.
Altra forma di inquinamento particolarmente rilevante era l’inquinamento dell’acqua, del quale macelli e concerie erano ritenuti i principali responsabili. Infatti, nel 1366, il Parlamento parigino ordinò che la macellazione e lo squartamento del bestiame, generalmente praticati sul posto, venissero realizzati lungo un corso d’acqua a valle della città (anziché a monte). In Inghilterra i birrai invece si lamentavano che i conciatori inquinavano le acque per produrre la birra.
La prima legge nazionale anti-inquinamento risale al 1388, votata dal parlamento inglese. Questa legge riguardava sia l’inquinamento atmosferico, sia l’inquinamento delle acque. Da quel momento, tutti i rifiuti dovevano essere trasportati fuori dalle città.
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