Agricoltura

L’agricoltura, insieme alla pesca fa parte del settore primario delle attività economiche. Riguarda tutte quelle attività rivolte alla coltivazione del terreno e all’allevamento degli animali, dirette a produrre alimenti necessari per l’uomo. L’agricoltura ha origine circa 10000 anni fa, quando cominciarono ad essere coltivate le terre ricche d’acqua del Nilo e del Tigri e Eufrate. In queste terre germogliano spontaneamente i semi dei cereali selvatici come l’orzo, il miglio e il grano. All’inizio le operazioni di semina avvenivano con le mani, poi furono usati i primi attrezzi rudimentali: zappe con lame di legno o di legno. Si ebbe poi l’aratro e l’allevamento degli animali destinati ai lavori nei campi.

Fattori fondamentali

Fondamentali per l’agricoltura sono il clima, l’acqua e il tipo di terreno. Il clima è fondamentale per la crescita di una pianta, che a seconda del genere ha bisogno di differenti temperature. Vi sono piante che necessitano di temperature elevate per tutto l’arco dell’anno (banane, ananas, caffè), altre che possono essere coltivate a temperature variabili (numerosi cereali, la vite). La luce come il calore, è fondamentale affinché avvenga il processo di fotosintesi clorofilliana. L’acqua che provvede alla nutrizione delle piante con i suoi Sali minerali, e fornisce l’ossigeno e l’idrogeno necessari per la fotosintesi clorofilliana. Il terreno, che in base alle proprietà che possiede può essere più adatto ad alcuni tipi di vegetali e meno adatti ad altri.

Terreno agrario

Il terreno è composto da sostanze, quali argilla, sabbia e calcare, ed elementi organici, il cosiddetto humus. In base alla sostanza di cui sono composti prevalentemente si distinguono: terreni argillosi, di buona compattezza e ottima conservazione dell’umidità necessaria allo sviluppo delle piante; terreni calcarei facilmente franosi, ma utili alla decomposizione delle sostanze organiche; terreni sabbiosi, facilmente lavorabili e molto permeabili.

Sistemazione del terreno

Per la sistemazione del terreno, in pianura sono utilizzate due tecniche: affossatura che consiste nel tracciare una rete di canali di scolo, che corrono lungo il perimetro degli appezzamenti; drenaggio è l’allontanamento dell’acqua realizzato attraverso tubazioni o gallerie sotterranee. Nei terreni collinari, la sistemazione dei terreni può avvenire in vari modi, ma tutti hanno l’obiettivo principale di trattenere l’acqua in modo che penetri in profondità. Una cattiva sistemazione di questi terreni può provocare fenomeni di erosione del suolo e frane. Le tecniche sono il terrazzamento, ritocchino, cavalcapoggi, girapoggi.

Erosione del suolo

L’erosione del suolo è il fenomeno di distacco ( asportazione) del materiale, causata dall’acqua e dal vento. Si ha quindi perdita di suolo e di produzione di sedimento. L’erosione è un fenomeno da controllare perché riduce localmente lo spessore di terreno coltivabile, e quindi avviare alla desertificazione; il materiale che si distacca viene portato a valle, riduce la capacità di portata dei corsi d’acqua con il rischio di inondazioni; il materiale eroso è ricco di fertilizzanti e insetticidi, e quindi può provocare un inquinamento distribuito sul terreno. Le principali cause poi, che aumentano il fenomeno sono gli incendi dei boschi, il taglio della vegetazione, la diffusione delle monocolture e lo sfruttamento intensivo dei pascoli, che lasciano il suolo privo di protezione. Per contrastare l’erosione vi sono delle tecniche:
• Inerbimento è una tecnica a basso impatto ambientale adottato soprattutto per evitare erosioni e per il controllo delle piante infestanti. I principi su cui si basa l’inerbimento sono gli stessi del sod seeding, che prevede la lavorazione del terreno investito con le coltivazioni erbacee. Si può effettuare con il trapianto a zolle.
• Cespugliamento che consiste nella diffusione di cespugli in modo da
proteggere il terreno. Le più adatte sono i salici.
• Mantellate verdi che consistono nel mettere a dimora uno affianco
all’altro secondo la linea di pendenza massima, rami di salice poi
ricoperti da terreno per fornire la crescita delle talee.
• Graticciate è costituito da montante fisso in paletti di castagno o
larice, infisso su cui è intrecciata la griglia di sostegno del
materiale terroso.

Lavori di preparazione del terreno

Questi lavori servono a preparare il terreno ad accogliere una coltura, infatti sono detti anche lavori di messa a coltura. Un tipo di lavorazione fondamentale è il Dissodamento che consiste in un’aratura molto profonda, fino a 60-80 cm. Essa è considerata la prima lavorazione vera e propria. Poi si esegue l’aratura che ha la funzione di smuovere e rivoltare la parte superiore del suolo, in modo da preparare il letto di semina. Si esegue l’aratura con l’aratro a vomere e versoio, trainato da una macchina trattrice. Un’operazione che viene fatta in alternativa all’aratura è la vangatura, eseguita con una macchina che rivolta e sminuzza i blocchi i blocchi di terreno. Poi si eseguono lavori di preparazione secondari, con cui si rompono più finemente le zolle in modo da favorire la successiva semina. Essi sono: Erpicatura, si effettua con uno strumento chiamato erpice, munito di numerosi denti metallici agganciati a un telaio. Serva per sminuzzare superficialmente il terreno dopo l’aratura; estirpatura, si effettua con l’estirpatore e serve ad eliminare le erbe infestanti, e si esegue dopo l’aratura; fresatura, si effettua con frese rotanti e serve a pareggiare la superficie del terreno; rullatura si esegue con rulli cilindrici e ha lo scopo di frantumare le zolle.

Lavori di coltivazione

Dopo i lavori di preparazione del terreno, avviene la semina che può essere a dimora, cioè direttamente nel terreno in cui cresceranno. Le macchine seminatrici depongono i semi in file regolari, o in semenzaio, protetto e coperto, e le piante saranno trapiantate successivamente nel terreno. Dal periodo che va dalla semina alla raccolta si effettuano i lavori di Sarchiatura e Ricalzatura. La Sarchiatura è una lavorazione superficiale. Con la sarchiatrice si rompe la crosta del terreno, si aerano le radici delle piante e si rimuovono le erbe infestanti. La rincalzatura consiste nel riportare una certa quantità di terra ai piedi delle piante in modo da proteggerle dal gelo.

Concimazione

La coltivazione impoverisce il terreno, per cui è necessario rimettere i minerali e i materiali organici presenti in esso attraverso la concimazione. I concimi possono essere: organici, quale il letame costituito da escrementi degli animali mescolati alla paglia. Prima dell’uso il letame devi maturare per circa sei mesi in concimaia; minerali o chimici, che contengono gli elementi più importanti e necessari alla nutrizione delle piante. I concimi utilizzati in modo scorretto possono causare danni ambientali.

Irrigazione

L’irrigazione serve a fornire acqua alle colture nei casi in cui le precipitazioni non siano sufficienti. Può essere effettuata con diverse tecniche.
• Irrigazione e scorrimento, l’acqua tra un fossetto e si infiltra nel terreno;
• Irrigazione per sommersione, sistema usato per le risaie. Il terreno è coperto da uno strato di acqua per periodi più o meno lunghi
• Irrigazione a pioggia, con questo sistema l’acqua viene spruzzata dall’alto
• Irrigazione a goccia, l’acqua esce a gocce da tubazioni di plastica appoggiate a suolo

Macchine agricole

Le macchine si distinguono in: Macchine motrici o trattrici che hanno la funzione di generare energia per il funzionamento delle macchine operatrici. La principale macchina motrice è il trattore, provvista di 4 ruote o cingoli, e in grado di trainare diversi strumenti (aratri, erpici, sarchiatrici, seminatrici); Macchine operatrici, che hanno la funzione di eseguire i diversi lavori. La più conosciuta è la mietitrebbiatrice, una macchina combinata in grado di mietere il grano e allo stesso tempo svolgere la trebbiatura. Anche se nella lavorazione dei campi gli attrezzi manuali sono stati sostituiti da macchine agricole, essi rimangono ancora in uso nella coltura di orti. Per i lavori di preparazione si usano il piccone per rimuovere le pietre, e la vanga per rivoltare le zolle. Per i lavori di coltivazione si usa la zappa e palette. Per la raccolta si usa la falce, per tagliare l’erba, la forca e il rastrello.

Riproduzione delle piante

La riproduzione delle piante per seme o per organi vegetativi di riproduzione, cioè possono riprodursi da parti della piante madre, come ad esempio i tuberi per le patate, i rizoni per gli asparagi, i bulbi per le cipolle, gli stoloni per le fragole. Le principali tecniche di riproduzione sono: Talea consiste nell’interrare una parte di pianta madre che possiede almeno una gemma, e che sviluppa radici per una nuova pianta; Margotta consiste nell’incidere un ramo della pianta madre, avvolto poi da un sacchetto con terriccio umido. Quando si sviluppano le radici si taglia il ramo e si interra; Proppagine consiste nell’incidere il ramo della pianta madre, piegarlo e interrarlo, in modo che sviluppi radici. Successivamente si separerà la nuova pianta; Innesto consiste nell’inserire su una pianta parte di un’altra pianta della stessa specie o affini.

Parassiti

I principali parassiti delle piante possono suddividersi in: organismi animali(insetti, acari); virus e organismi vegetali( batteri e funghi). Per difendersi contro i parassiti si possono effettuare lavorazioni e sistemazioni del terreno, che evitano il ristagno, la rotazione delle colture, e infine interventi chimici condotti con antiparassitari. Inoltre per combattere le piante infestanti si possono usare mezzi fisici, come la sarchiatura e la rincalzatura, o la pacciamatura, che consiste nel coprire il terreno con un telo di plastica non trasparente che impedisce il passaggio della luce e crea condizioni non adatte allo sviluppo delle erbe infestanti; mezzi chimici, quali l’uso di diserbanti chimici o erbicidi; mezzi biologici, come i bioerbicidi.

Rotazione delle colture

Coltivare più volte una data coltura su uno stesso appezzamento provoca il fenomeno di stanchezza del terreno, procurando spesso produzioni ridotte e quindi economicamente non convenienti. A questo si rimedia attraverso la cosiddetta rotazione delle colture, che consiste nell’alternanza di colture miglioratrici (mais, barbabietola, leguminose), che sfruttano moderatamente il terreno, e di colture depauperanti (frumento, orzo). Le colture miglioratrici migliorano la fertilità del terreno, in quanto hanno bisogno di lavori preparatori profondi (aratura 60-80 cm). La rotazione è stata anche rivalutata dall’agricoltura biologica.
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