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Il Rinascimento nei centri italiani


In Italia i luoghi in cui la cultura e l'arte rinascimentale si sviluppano sono le città e le piccole Corti signorili. Venezia e Milano sono ancora legate al Gotico, che influenza la forma delle case sulla laguna e del Duomo di Milano. Accanto ai modelli gotici però, si va affermando il nuovo pensiero rinascimentale. La Firenze dei Medici è uno straordinario centro di vita culturale e artistica. Letterati e filosofi studiano il mondo antico greco e romano e sviluppano il pensiero umanistico che darà luogo al Rinascimento. Pittori, scultori, architetti elaborano un nuovo linguaggio artistico. Padova è la prima ad accogliere il linguaggio artistico rinascimentale, portato dalle opere dello scultore Donatello.
A Mantova, alla corte dei Gonzaga, Andrea Mantenga sovrintende a interessanti studi archeologici. Particolarmente efficace è il ritratto di gruppo dei personaggi della corte.
A Ferrara il marchese Ercole d'Este incarica Biagio Rossetti di ampliare la città medievale. Alla corte estense lavorano anche artisti fiamminghi come Rogier van der Weyden. Agli uomini e alle donne della corte Ludovico Ariosto dedica il suo Orlando Furioso.
Ad Urbino, presso la corte di Federico da Montefeltro, lavorano artisti, matematici e scienziati. Baldesàr Castiglione, ne Il libro del cortigiano, definisce caratteristiche e virtù dell'uomo ideale in cui si concretizza lo spirito del Rinascimento.
Roma torna ad essere sede papale dopo la parentesi avignonese e trova il suo splendore rinascimentale nel '500.
Nel Regno di Napoli e di Sicilia gli apporti rinascimentali arrivano nella seconda metà del '400 assieme a influenze fiamminghe e spagnole.
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