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Le Catacombe

Nella Roma antica le salme dei defunti venivano per lo più cremate e le ceneri conservate in urne; ma a partire dal I secolo d.C. si ti- tornò al rito dell’inumazione. Furono create le catacombe, ossia gallerie sotterranee, con più piani di loculi, che accoglievano i morti.
Il nome catacombe (che in greco significa”presso le cave”) indicò all’inizio solo il complesso di San Sebastiano sulla via Appia, che sorgeva per l’appunto presso cave di pietra, ma si estese in seguito a tutti i cimiteri sotterranei.
Scavati nel tufo tenero del sottosuolo, i cimiteri si estendevano sotto terra per chilometri, spesso su vari livelli. Nella pareti si aprivano i loculi rettangolari, in cui si deponevano le salme, e l’apertura veniva chiusa da una pietra o da alcuni mattoni. Alcune stanze o slarghi nelle gallerie erano riservate ai defunti più importanti.
Incisioni e affreschi ornavano le tombe e i corridoi con simboli religiosi quali la colomba, la palma, l’ancora e soprattutto il pesce, usato come segno di riconoscimento tra i cristiani. Si diffuse anche l’abitudine di fissare nell’intonaco dei fondi di coppe di vetro, ornati con figure e scritte di ispirazione religiosa.
Nelle catacombe, perciò, possiamo vedere i primi esempi dell’arte cristiana. La pittura e il mosaico furono le due tecniche artistiche maggiormente utilizzate. I soggetti prescelti furono gli episodi e i personaggi più noti dell’Antico e del Nuovo Testamento: Adamo ed Eva, Mosè, il sacrificio di Isacco, il profeta Daniele nella fossa dei leoni, Sansone, l’immagine di Gesù e la samaritana, la resurrezione di Lazzaro, gli apostoli Pietro e Paolo.
Dalle catacombe questi terni pittorici passeranno in seguito in tutte le chiese, i monasteri, le cattedrali d’Italia e d’Europa.
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