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La vita di Renoir

Pierre-Auguste Renoir, figlio di un modesto sarto e di un’operaia, nacque a Limoges, nella Francia orientale, il 25 febbraio 1841. Crebbe a Parigi e, nel 1854, s’impiegò come apprendista nella manifattura dei fratelli Lévy, decoratori di porcellane, presso i quali lavorò fino al 1858 e da cui apprese i primi rudimenti della pittura.
La sua formazione artistica iniziò nel 1862, quando si iscrisse ai corsi dell’École des Beaux-Arts e, contemporaneamente, entrò nello studio del pittore Charles Gleyre dove strinse amicizia con Claude Monet.
Nel 1858 la fabbrica di porcellane di Lévy fallì, così Renoir, trovandosi senza lavoro, per un certo periodo aiutò il fratello incisore colorando stemmi e dipingendo ventagli.

Nel 1864, quando ormai Gleyre si ritirò dall’insegnamento, Renoir e gli amici Monet, Sisley, Bazille e Pissarro decisero di installarsi in un villaggio della foresta di Fontainebleau, Barbizon, dove Renoir iniziò a dedicarsi alla pittura “en plein air”. Nacque da qui una nuova corrente artistica chiamata Impressionismo.
Durante l’inverno del 1867, sempre a corto di soldi, Renoir, insieme a Sisley, si stabilì nello studio di Bazille dove spesso dipingevano insieme.
Nel 1869 Renoir raggiunse Monet a Bougival e insieme lavorarono sulle rive della Senna ritraendo spesso gli stessi soggetti. Fu a partire da questo momento che Renoir raggiunse la massima purezza impressionistica. Le scarse condizioni economiche di Renoir lo costrinsero, però, a ritornare a Parigi dove Bazille lo ospitò ancora nel suo studio.
Nel 1870, durante la guerra franco-prussiana, Renoir fu militare nei pressi Bordeaux. L’anno seguente tornò a Parigi e, durante la Comune, aprì uno studio da solo, dato che l’amico Bazille era morto combattendo.
In questo periodo, Renoir visitò spesso Monet e i due ricominciarono a dipingere insieme.
Nel 1874, il gruppo decise di allestire una loro mostra per fare conoscere la loro pittura e così, nelle sale del fotografo Nadar, venne costituita la società di pittori, scultori,artisti ecc. passata alla storia come prima mostra degli impressionisti, e Renoir vi partecipò con sette dipinti tra cui Il palco. La mostra si risolse in un totale insuccesso ma le seguenti sette esposizioni, di cui l’ultima nel 1886, diffusero e promossero la nuova pittura.
Renoir incontrò Aline Charigot, sua modella preferita, che nel 1890 diventò sua moglie e dalla quale ebbe tre figli. Quando conobbe Aline, Renoir stava attraversando un momento di crisi. Successivamente viaggiò anche in Italia dove rimase colpito dalle opere di Raffaello e dagli affreschi pompeiani che gli suggerirono nuovi impulsi e nuove visioni pittoriche e che determinarono il progressivo allontanamento dallo stile degli impressionisti. In seguito tornò a Parigi. Nel 1900 lo colse una grave forma di artrite che gli deformò braccia, mani e gambe. Renoir potè, finalmente, permettersi di acquistare una grande casa a Cagnes-sur-Mer, sulla Costa Azzurra dove, dal 1899, trascorse gli ultimi anni della sua vita. Per motivi di salute, i soggiorni a Parigi diventarono sempre meno frequenti.
Nonostante le sue condizioni fisiche, Renoir continuò a dipingere, facendosi legare i pennelli alle mani, e a far progetti di esposizioni fino alla morte, che lo colse a la notte del 3 dicembre 1919.

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