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L'impressionismo è una corrente artistica rivoluzionaria che si è sviluppata nel 1870 circa. Il suo stile era quello di pennellate rapide e mescolate direttamente alla tela, interessavano le variazioni di luce e rappresentavano spesso scene in movimento o anche un inquadratura fotografica. Per questo stile vennero usati solamente i colori accesi, mai il nero. I maggiori esponenti dell'Impressionismo furono: Edouard Manet, Claude Monet, Edgar Degas, Auguste Renoir e Camille Pissarro. Questi artisti decisero di esporre la propria arte in uno studio fotografico del fotografo Felix Nadar perché erano stati rifiutati al Salon (mostra che avveniva ogni anno al celebre museo Loyvre di Parigi) in quanto non conformi all'arte accademica che in quel periodo era l'unica arte accettabile.
Il risultato è un insuccesso totale, il giudizio più duro è stato quello del critico d'arte Louis Leroy che si scaglia contro i dipinti esposti e contro i loro artisti, perché la definisce un'arte incurata, mentre in quel periodo regnava l'arte accademica che era tutt'altro che imperfetta, l'arte accademica curava tutto fino al minimo dettaglio e andava certamente in contrasto con l'Impressionismo. Dopo un bel po' di anni l'impressionismo riscosse moltissimo successo e diede vita ad una vera e propria rivoluzione nel campo artistico.

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