Ominide 1489 punti

La Transavanguardia

Anche l’Italia, nel corso degli anni ottanta del Novecento, fu teatro di un ritorno alla pittura e all’arte figurativa. Dopo l’esperienza dell’Arte Povera, infatti, la penisola italiana conobbe la nascita della Transavanguardia, un movimento che proponeva il recupero del “mestiere antico" della pittura attraverso una poetica fatta di citazioni e di liberi richiami alle epoche precedenti.
L’invenzione del termine “Transavanguardia” si deve al critico Achille Bonito Oliva, teorico del gruppo, che con questa parola intendeva identificare un’arte volta a considerare «il linguaggio come uno strumento di transizione, uno strumento di passaggio da un’opera all’altra, da uno stile all’altro». All’idea di “avanzamento” tipica delle Avanguardie si sostituiva quella di “attraversamento” (dal latino trans, “attraverso”/attraversare). Al livellamento stilistico proprio dell’Arte Concettuale, la Transavanguardia opponeva un recupero del passato: da qui anche il termine di “Citazionismo”, che ne evidenzia la tendenza a riprendere e combinare forme e linguaggi diversi con una modalità operativa che la avvicina idealmente al Postmoderno.
Cinque furono gli artisti che animarono il movimento: Sandro Chia (1946), Francesco Clemente (1952), Enzo Cucchi (1949), Mimmo Paladino (1948) e Nicola De Maria (1954).
Hai bisogno di aiuto in Educazione Artistica per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email